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venerdì, Ottobre 22, 2021

Con i progetti di filiera Coldiretti ci ha messo la faccia: più reddito e innovazione

Se ne è parlato oggi durante un convegno organizzato a Tortona, nel quale Coldiretti e CadirLab hanno fatto il punto sul settore cerealicolo e corilicolo:

“Non siamo laureati in chiacchiere ma nella politica del fare. E i progetti di filiera ritengo siano la massima espressione della vivacità di un territorio. Gli accordi con l’industria dolciaria Novi e con la multinazionale Mondelez devono rappresentare non un punto d’arrivo ma di partenza”.

Con queste parole il presidente provinciale Coldiretti Alessandria Roberto Paravidino, ha aperto i lavori del convegno che ha visto al centro della discussione le “Opportunità europee e regionali per una nuova progettualità in agricoltura in ottica di filiera” che si è svolto questa mattina nella sala della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona.

L’incontro ha visto la partecipazione di Angelo Frascarelli, professore di Economia e Politica Agraria all’Università di Perugia, e di Alessandra Antognelli, docente alla Facoltà di Agraria di Perugia

“Fare diventare un mercato mondiale un mercato locale dove è il consumatore a dettare le regole”: da qui ha preso le mosse l’intervento del professor Frascarelli, analizzando il mercato dei cereali per gestire la volatilità dei prezzi.

Divulgare e far conoscere l’importanza strategica degli accordi di filiera: soluzione concreta per rendere più competitiva l’agricoltura italiana grazie anche alla collaborazione con l’agroindustria e la GDO, la Grande Distribuzione Organizzata.

“Per comprendere appieno l’importanza degli accordi di filiera è necessario capire cosa ha portato Coldiretti, negli ultimi anni, ad elaborare modalità innovative di rappresentanza, percorrendo strategie di modernizzazione dentro un paradigma di “rigenerazione” dello specifico modo di essere dell’agricoltura italiana. Coldiretti “ci ha messo la faccia” per sostenere la qualità dei prodotti e la competitività dei territori e del Made in Italy, contribuendo a rendere l’agricoltura protagonista di un modello di sviluppo basato sull’innovazione e sul rapporto con il territorio”.

Ha puntato l’attenzione su “organizzazione e lavoro di squadra ed è partita da una necessità di cambiamento e miglioramento del reddito” la dottoressa Antognelli di fronte ad un platea composta da produttori, trasformatori e rappresentanti dell’industria.

Testimonianza di come oggi Coldiretti rappresenti sempre più una forza economica e sociale moderna alleata nel Paese e nel territorio con gli attori dello sviluppo, a partire dai cittadini consumatori, per riconsegnare all’agricoltura il diritto/dovere di essere sistema di imprese tra le imprese.

L’esempio arriva dal settore cerealicolo e dal progetto di filiera del “grano buono” attuato con un colosso come Mondelez, meglio conosciuto da tutti come Saiwa: ha portato la sua testimonianza l’imprenditore agricolo Antonio Gemma ed è stato illustrato il ruolo del Consorzio Agrario e l’importanza del Molino Nova per arrivare al ruolo della multinazionale americana.

Per quanto riguarda la filiera corilicola è stata presentata la testimonianza della Cooperativa Agricola CoRiLu e da Stefano Grosso, responsabile acquisti e qualità della Novi, ha illustrato il ruolo fondamentale e determinante svolto dall’industria dolciaria novese.

“Si tratta di contratti di filiera – ha aggiunto Simone Moroni, all’ultima sua uscita pubblica in veste di Direttore della Coldiretti di Alessandria – che sanno traghettare i consolidati valori positivi degli agricoltori e dell’agricoltura fino al consumatore finale, rendendoli visibili e riconoscibili. In tale direzione è infatti sempre più forte l’attenzione strategica che Coldiretti sta dedicando alla qualità della propria organizzazione e dei processi dell’impresa agricola, attraverso la formazione continua e lo sviluppo di un raccordo forte con centri di competenza e di ricerca. L’obiettivo? Mantenere e presidiare sempre il vantaggio competitivo del Made in Italy, puntando su produzioni d’alta gamma e prestigio che rappresentano una vera specializzazione del nostro Paese e dei nostri territori, a livello globale. E’ fondamentale continuare a credere nella ”persona”, portatrice di capacità e creatività, di apporti migliorativi e attuazioni originali”.

Moderatore dell’incontro è stato Giuseppe Concaro, direttore CadirLab: “Mettersi in filiera è l’unica strada possibile per garantire futuro alle aziende. – ha affermato – Con questo appuntamento vogliamo illustrare le potenzialità dei contratti già attuati e discutere quali potranno essere le strade da percorrere per vincere le nuove sfide imposte dal mercato, sia nazionale che internazionale”. E come dovrà essere l’agricoltore di domani? Giuseppe Concaro non ha dubbi: “Impegnato a gestire e non solo a lavorare”.

Grandi risultati, dunque, per la cerealicoltura e la corilicoltura alessandrina: in questo modo viene assicurata una maggiore attenzione e garanzia di stabilità da parte di tutti i componenti della filiera, collegata alla valorizzazione delle produzioni Made in Italy attraverso un serrato confronto tra produttori e trasformatori che passa per conoscenza, capacità di affrontare le difficoltà, adattarsi al cambiamento, la diversificazione, la cultura e gestione d’impresa e la capacità di fare rete.

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