Cresce il diabete giovanile

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Intervista al dottor Riccardo Lera, responsabile della Diabetologia Pediatrica dell’Ospedale di Alessandria

“Vorrei un giorno restare senza lavoro. Vorrebbe dire che la ricerca ha vinto”

Il diabete giovanile è in aumento, in Piemonte ci sono 10 nuovi casi ogni 100.000 giovani. Il picco di insorgenza si registra tra gli 0 e i 4 anni e tra gli 11 e i 18 anni. Le femmine sono più numerose dei maschi e la causa non è nota in quanto il diabete di tipo 1 è autoimmune e ben diverso da quello di tipo 2 associato spesso con l’anzianità, legato al sovrappeso e all’alimentazione. Il diabete di tipo 1 è insulino dipendente quello di tipo 2 è insulino resistente. Il diabete di tipo 1 insorge improvvisamente dopo un’influenza o una qualsiasi banale malattia infantile. I sintomi che devono allarmare una mamma sono un aumento della sete, un aumento dell’urina e il dimagrimento. Bagnare il letto di notte (enuresi notturna) dopo che ormai il bambino non lo faceva più dovrebbe essere un campanello d’allarme per fare indagini ed analisi.
Il dottor Riccardo Lera è responsabile della Diabetologia Pediatrica dell’ospedale di Alessandria e sottolinea quanto sia importante informare circa questa patologia verso la quale c’è molta confusione e poca sensibilizzazione. Sulle terapie ci dice: “L’insulina ad oggi è l’unico rimedio ma siamo vicini con l’approccio tecnologico alla creazione di pancreas artificiali mentre cure con le staminali appartengono a un futuro lontano”. Sull’aspettativa di vita il dottor Lera è chiaro: “L’esatto controllo glicemico allontana le complicanze del diabete come la retinopatia, la neuropatia, l’insufficienza renale e la nefropatia e prevenendo le complicanze l’aspettativa di vita è assolutamente sovrapponibile a quella di un soggetto non malato di diabete”.
“La diagnosi di diabete cambia l’esistenza di tutta la famiglia – dice – e spesso i pazienti sono più pazienti dei genitori; è difficile accettare una cronicità tale. Noi puntiamo a rendere la qualità della vita la migliore possibile e diciamo subito ai nostri bambini ma soprattutto agli adolescenti che i loro obiettivi non devono cambiare. Gestendo bene la malattia si può fare tutto, devono dominare non essere dominati da essa”.
Il dottor Lera ci svela un tipo di diabete che è l’unione del tipo 1 e del tipo 2, soprannominato ironicamente 3, cioè di quel diabete di tipo alimentare che si può innescare su quello di tipo 1 a causa della tendenza ormai nazionale e tipica del mondo occidentale al sovrappeso e all’obesità nei giovani.
Sul nostro territorio il dottor Lera, il suo staff e l’associazione Jada fanno un lavoro eccellente di informazione e formazione che porta il malato di diabete e la sua famiglia a una gestione completa della malattia; importantissimi sono i campi che fanno ogni anno e per i quali è necessario l’aiuto di tutti, soprattutto di medici ed infermieri volontari.

Fausta Dal Monte

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