“Decrescita felice o sviluppo sostenibile?”: parla Maurizio Pallante

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Un cortiletto interno nelle vicinanze di via Trotti s’è prestato come location perfetta per un’interessante discussione sull’economia, tenutasi in serata alla presenza di Maurizio Pallante, il “guru” italiano della “decrescita felice”.

L’incontro, ben partecipato dalla cittadinanza, è stato organizzato dalla Retedistrada Bergamo-Trotti e faceva parte del percorso bianco alla Festa del Pensiero.

Prima di dare “il via alle danze” del dibattito economico, Sergio Vazzoler ha preso la parola per parlare dell’associazione che ha reso possibile il tutto: superare gli individualismi tra vicini e realizzare un progetto capace di risolvere problemi quotidiani e di contribuire al “bene comune”, questi sono gli obiettivi che la Retedistrada si pone con le proprie attività.

Dopo questa breve introduzione, Maurizio Pallante ha iniziato a esporre alcuni concetti che stanno dietro la “decrescita felice”, spesso scambiata per la volontà di voler tornare indietro nel progresso umano. Per Pallante “decrescita” non significa niente di tutto ciò. Piuttosto, essa identifica una scelta di fondo radicale nel modo di intendere lo sviluppo economico.

Secondo Pallante, non occorre più focalizzarsi sul PIL e su una produzione di merci sproporzionata rispetto a una domanda in calo drastico per la crisi. Bensì, è opportuno cambiare paradigma, riprendendo l’esempio dei “nostri nonni”.

 

Le teorie esposte dall’ospite della serata hanno stimolato gli altri relatori, il già citato Vazzoler e Beppe Giuliano Monighini, a raccontare esperienze e ad avanzare cordiali obiezioni. Anche dall’altra parte della “cattedra”, inoltre, non è mancata la partecipazione al dibattito, grazie a un pubblico attento e per nulla timoroso di rivolgere domande o esprimere riflessioni su quanto detto.

Stefano Summa

@Stefano_Summa

Foto di Leonardo Saggiorato

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