Capodanno Alessandrino: ricerca e ambiente nei calici

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Anche Solidal per la Ricerca alzerà il calice oggi 31 Agosto a mezzogiorno per celebrare il tradizionale Capodanno Alessandrino che in questa particolare edizione si tinge di verde e anticipa il countdown.

 

Presente tra i partner dell’iniziativa, sarà infatti un’importante occasione per accendere una luce sulla ricerca scientifica legata alle patologie ambientali, argomento perfettamente in linea con il tema scelto per questa 16° edizione, ovvero l’ambiente, il rispetto per la natura e per gli spazi in cui viviamo.

Un Brindisi all’insegna del verde, che sottolinea la stretta connessione tra la ricerca e l’ambiente – ricorda Marinella Bertolotti del Comitato di Solidal per la Ricerca – Siamo davvero onorati che una manifestazione amata e apprezzata come il Capodanno Alessandrino abbia scelto anche Solidal per la Ricerca per evidenziare questo binomio, alla base del percorso che l’Azienda Ospedaliera di Alessandria diretta da Giacomo Centini sta portando avanti verso l’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico sulle Patologie Ambientali e Mesotelioma.

Il Capodanno Alessandrino è una iniziativa che affronta ormai da molti anni con ironia e leggerezza temi importanti, portandoli all’attenzione del pubblico: un doppio ringraziamento a Monica Moccagatta che in questa edizione ha saputo comunque vedere positivo e cogliere le opportunità di una festa ‘alternativa’. E grazie per aver scelto tra i propri partner istituzionali Solidal per la Ricerca che accompagna l’Ospedale di Alessandria nella diffusione del messaggio che chi ricerca cura, migliorando lo stato di salute della comunità come sta accadendo a seguito del Covid grazie al Dr. Guido Chichino, direttore delle Malattie Infettive.

L’esempio concreto è proprio dato dalla risposta fornita ormai da anni con il percorso clinico, assistenziale e di ricerca legato al mesotelioma maligno, patologia causata dall’amianto, per il quale la nostra provincia è divenuta un modello nazionale per la capacità di risposta fornita, grazie alla Dr.ssa Federica Grosso“.

 

 

 

 

 

 

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