Grande partecipazione, con un Teatro Alessandrino praticamente sold out, per “Cuore Non Stop – 30 anni di Cardiochirurgia ad Alessandria”, l’evento benefico che venerdì sera ha celebrato i 30 anni di attività della Cardiochirurgia dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Alessandria, raccogliendo 23.000 euro a sostegno del progetto di ricerca dedicato allo sviluppo di tecniche innovative di rianimazione e supporto al circolo nei pazienti colpiti da arresto cardiaco.
La serata, organizzata da Solidal per la Ricerca con l’Ospedale-Universitario di Alessandria, il patrocinio di Regione Piemonte e Provincia di Alessandria e con il contributo del Comune di Alessandria, ha unito musica, spettacolo e testimonianze in un evento che ha coinvolto la città in un grande momento di comunità a sostegno della ricerca sanitaria.
Per sostenere il progetto promosso da Cardiochirurgia di Alessandria, è possibile fare una donazione a Fondazione Solidal ETS specificando Progetto Cuore Non Stop nella causale: sul sito al link https://donaora.solidalperlaricerca.it/ o tramite bonifico all’IBAN IT52 S 05034 10408 000000005537 .

Sul palco si sono alternati momenti musicali ed emozionanti racconti di vita, con le esibizioni di Michele Bravi, Amara e Jacopo Carlini. Alla serata hanno partecipato anche Beppe Bergomi, Fabio Caressa e Regina Baresi, che hanno prestato la loro voce e la loro presenza per raccontare alcune delle storie più significative legate all’esperienza della Cardiochirurgia alessandrina. Un ringraziamento particolare va a tutti gli artisti e agli ospiti che hanno scelto di aderire all’iniziativa contribuendo alla sua riuscita, e in modo speciale ad Antonella Clerici e Gianmaurizio Foderaro, che hanno presentato la serata e sostenuto con grande generosità e sensibilità il progetto.

LE PAROLE – Così Andrea Audo, direttore di Cardiochirurgia: «Un sentito ringraziamento va a tutte le persone che hanno partecipato alla serata, ai partner istituzionali, alle aziende del territorio e al coordinamento artistico. L’evento ha rappresentato non solo la celebrazione dei 30 anni della nostra struttura, ma anche un momento di forte partecipazione collettiva attorno al valore della ricerca e alla volontà di continuare a investire nel futuro della cura».
