Ospedale Acqui, l’Assessore Ghiazza: il nostro territorio svenduto a Casale e Novi Ligure

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Riceviamo e pubblichiamo le dichiarazioni dell’assessore Ghiazza di Acqui Terme sul declassamento dell’ospedale.

“Siamo sconcertati da quanto affermato dall’assessore Regionale Antonio Saitta nell’incontro di lunedì 17 novembre 2014, a Torino (dopo 4 ore di attesa), dalla sua arroganza e dalla poca attenzione per i problemi del nostro territorio in relazione alla rimodulazione delle reti assistenziali, delle strutture complesse ospedaliere e rilancio del territori quando sostiene che la mancanza del punto nascita determini immediatamente il declassamento da DEA I livello «Spoke a Ospedali di Base, sede di Pronto Soccorso. In difesa del proprio operato affermava che si è arrivato a questo punto per seguenti motivi: la mancanza di dati di sintesi che la Provincia di Alessandria non ha mai fornito anche se più volte richiesti;
che il piano è stato modulato su parametri di sicurezza per i pazienti; l’obbligo di istituire per la provincia di Alessandria non più di n° 2 DEA I livello «Spoke»; Che la Regione presenta un forte saldo negativo per prestazioni pagate fuori Regione; Che è al vaglio la possibilità di aumentare l’assistenza a domicilio ed eventuali annali e radiografie;

Alle premesse di cui sopra il territorio si è ribellato ferocemente ed invitando l’Assessore Regionale a non offendere l’intelligenza dei presenti e delle persone residenti in quell’area e di astenersi dall’arrampicarsi sugli specchi e di smetterla di difendere cose indifendibili visto che si tratta solo di giochi di “potere politico”. A nulla sono valse le prese di posizione dei presenti e dei dati incontrovertibili portati all’attenzione dell’Assessore e del Presidente della Commissione Ravetti e se non bastasse lo stesso Presidente di Commissione ha invitato l’Assessore del Comune di Acqui Terme, Geom. Ghiazza ad abbassare i toni e dall’evitare frasi e comportamenti non consoni al luogo. E la ciliegina finale sulla torta a margine dell’incontro è stata quella del Presidente della Commissione Sanità Consigliere Regionale del PD RAVETTI che ha affermato se cambiamo chi si prende la briga di andarlo a dire a Novi Ligure e Casale. Quest’ultima frase “dimostra chiaramente che la rimodulazione non viene fatta con il buon senso e con dati certi ma che ci troviamo dinnanzi alle decisioni politiche in favore delle aree politicamente forti (Casale e Novi) a discapito di tutti altri territori. Questo è chiaramente un vero e proprio “attentato” alla salute pubblica di un’area che presenta numeri superiori a quelli indicati e che tocca territori di tre Provincie Piemontesi (Alessandria, Asti, Cuneo) e di una Regione (Liguria). Si invita l’Assessore Saitta e il Presidente della Commisione ad andarsi a leggere attentamente l’articolo 32 della Costituzione.

E’ necessario chiarire una volta per tutte che declassamento da DEA I livello «Spoke» in ospedale di Base non avviene in automatico in assenza del punto nascita perché lo dice il piano stesso a pagina 8.

BASTA FALSITA’ SULLA RICOSTRUZIONE DEL PIANO SANITARIO E LE COLPE DELLA GIUNTA COTA

Il 7 agosto 2014 sulla Stampa alla pagina di Verbano Cusio Ossola, il presidente della Regione Piemonte dichiara “ che ha azzerato il piano di riorganizzazione della Giunta COTA approvato il 21 maggio 2014, quattro giorni prima delle elezioni. Sempre nello stesso articolo dichiara di voler adottare il patto per la salute che vale per tutta Italia e che deve adottare entro la fine dell’anno. La differenza tra quanto previsto dalla Giunta Cota consiste nei parametri che garantiscono il discrimine tra sicurezza e insicurezza di un presidio ospedaliero cosi come contenuti nel regolamento del patto per la salute. (CONFERENZA STATO REGIONE DEL 5 AGOSTO 2014 PRESIDUTA DA CHIAMPARINO). Sempre nello stesso articolo veniva dichiaro lo stop all’assunzione di nuovi primari.
Questo per dimostrare che la rimodulazioni e le scelte in atto sono esclusivamente di responsabilità della Giunta Chiamparino e dell’Assessore SAITTA e della Commissione Sanità presieduta dal Consigliere Ravetti e della quale fa parte il consigliere Ottiria.
Quindi basta strumentalizzazioni di questa vicenda da parte del centro sinistra additando colpe ad altri..

 

SPRECO DI DENARO PUBBLICO

E’ veramente grave che la Giunta Chiamparino non abbia tenuto in debita considerazione l’ubicazione della struttura di Acqui Terme, la sua possibilità di ampliamento, la recente ristrutturazione con ampliamento per la realizzazione del DEA terminata tra il due 2002 – 2003 con un esporto di circa € 4.000.000,00. In caso di Declassamento sicuramente potrebbe configurarsi un danno erariale. Siamo sicuri che gli Ospedali di Novi Ligure e Casale non necessitino di ingenti interventi di ristrutturazione, con ulteriori costi ai danno della colletttivià?.

FIGLI E FIGLIATRI

E’ necessario anche che la Regione non faccia figli e figliastri visto che presso l’Ospedale di Casale nel 2013 i nati erano 479 e quindi in base alle norme di sicurezza che prevedono che i reparti con meno di 500 parti annui vengano chiusi (come fatto per punto nascite di Acqui Terme), si proceda immediatamente con la chiusura del punto nascite e di conseguenza utilizzando la tesi RAVETTI – SAITTA all’immediato declassamento in Ospedale di Territorio.

Azioni di tutela

Sotto il coordinamento continuo del sindaco ENRICO MARIA BERTERO assente per impegni istituzionali si è immediatamente convocata la Giunta comunale per deliberare atto di diffida e messa in mora nei confronti della regione Piemonte.
Si è proceduto ad organizzare una delegazione di protesta presso gli uffici dell’Assessore Saitta con richiesta di essere ascoltati dalla Commissione Sanità.
Si stanno esaminando tutte le carte per il ricorso al TAR.
Se la Regione perseguirà in questo suo atteggiamento si inizierà a breve una raccolta firma da inviare sia al Ministro della Salute, al Capo dello Stato e al Presidente della Regione Chiamparino. Infine si sta lavorando per la stesura “convenzione” a tutela della salute sulla riga di quella già fatta per la difesa dell’ambiente”.

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