Celle aperte in carcere. Forse troppo

Ancora sangue, ancora violenza, ancora agenti della Polizia Penitenziaria feriti mentre svolgono il proprio dovere al servizio dello Stato. A denunciarlo Donato Capece, segretario generale del SAPPE, e Vincente Santilli, segretario piemontese dello stesso sindacato: “Sabato, presso il Tribunale di Torino, si è consumata l’ennesima aggressione ai danni di appartenenti alla Polizia Penitenziaria. Un detenuto di nazionalità gambiana, appresa la notizia del rinvio dell’udienza al lunedì successivo (prassi normalissima nei tribunali) ha dato in escandescenze, inveendo contro il personale di scorta, sputando, tentando di divincolarsi violentemente e opponendo una feroce resistenza. Nelle operazioni di contenimento un Sovrintendente è stato morso alla parte superiore della coscia, riportando una evidente lacerazione cutanea e una prognosi di10 giorni. Un altro poliziotto ha subito una lacerazione all’avambraccio, mentre gli altri componenti della scorta hanno riportato lesioni e contusioni giudicate guaribili fino a 5 giorni”.

Il tribunale di Torino

LA PROTESTA – Così i rappresentanti del SAPPE: “Non possiamo limitarci ai ringraziamenti di circostanza. Siamo indignati e stanchi di assistere al quotidiano bollettino di guerra che arriva dalle carceri e dai servizi di traduzione. La Polizia Penitenziaria continua a pagare un prezzo altissimo in termini fisici, psicologici e professionali nell’indifferenza generale. I nostri poliziotti non possono e non devono essere lasciati soli”.
Il SAPPE torna a chiedere con forza interventi immediati e concreti da parte del DAP e del Ministero della Giustizia: “Auspichiamo che anche in Piemonte, quanto prima, il personale del Corpo venga dotato dello spray al peperoncino, già sperimentato positivamente in altri contesti operativi, affinché possa disporre di adeguati strumenti di difesa e contenimento di fronte alle continue aggressioni cui è esposto. Non chiediamo privilegi, ma il diritto di lavorare in sicurezza”.

Il taser, ormai indispensabile per i poliziotti

Di Raimondo Bovone

Ricercatore instancabile della bellezza nel Calcio, caparbio "incantato" dalla Cultura quale bisettrice unica di stile di vita. Si definisce "un Uomo qualunque" alla ricerca dell'Essenzialità dell'Essere.

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