Le aree verdi urbane rappresentano sempre di più una risorsa fondamentale per la sostenibilità e la qualità della vita delle persone in città. Lo dimostrano numerose ricerche scientifiche sulla relazione tra spazi verdi, qualità della vita, confermando l’effetto positivo degli spazi verdi sulla salute mentale dei cittadini. Il verde urbano va progettato per evitare l’isolamento sociale, mentre l’inquinamento atmosferico e luminoso deve essere ridotto con politiche di pianificazione urbana mirate e sistemiche. Serve dunque un approccio integrato e i benefici si estendono anche agli ambienti chiusi.
Teorie confermate dal Progetto Doubts (Dementia-friendly Outdoor Built environments) che ha indagato il legame tra ambiente urbano e rischio di demenza precoce.

La ricerca individua 3 fattori critici: inquinamento da traffico, carenza di verde e luce artificiale notturna. Il benzene, indicatore dello smog da traffico, è associato a un aumento quasi lineare del rischio di demenza. La luce notturna artificiale triplica il rischio di conversione nei soggetti con deterioramento cognitivo lieve e aggrava deliri, allucinazioni e disturbi del sonno in chi ha già una diagnosi.
Il verde urbano agisce come fattore protettivo: spazi di qualità riducono il rischio di sviluppare patologie, favorendo attività fisica e abbassando stress e processi ossidativi. La media italiana è di soli 32,8 mq pro capite, con valori ancora più bassi nelle grandi città.
Le piante svolgono un ruolo attivo contro l’inquinamento. Una pianta adulta può assorbire tra 100 e 250 grammi di polveri sottili, mentre un ettaro di vegetazione sottrae fino a 20 tonnellate CO2 all’anno.

LE PAROLE – I dirigenti di Coldiretti Alessandria spiegano: “La scelta delle piante non può essere guidata solo dal criterio di assorbimento dello smog, ma anche dalla dimensione che raggiungerà l’albero adulto, dal tipo di apparato radicale, dal polline più o meno fastidioso per la popolazione, dalla facilità di gestione e dalla resistenza agli inquinanti. Tra le specie autoctone più efficaci figurano farnia, leccio, carpino bianco e tiglio. Ma serve anche una corretta gestione: troppo spesso il patrimonio arboreo esistente viene messo a rischio da interventi approssimativi affidati a soggetti non esperti, oltre che da scavi o lavori vari che possono causare il taglio delle radici”.

Di Raimondo Bovone

Ricercatore instancabile della bellezza nel Calcio, caparbio "incantato" dalla Cultura quale bisettrice unica di stile di vita. Si definisce "un Uomo qualunque" alla ricerca dell'Essenzialità dell'Essere.

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