Sole e nei: nemici per la pelle

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Malattie-della-pelle-#1Quest’anno il rito sociale della tintarella si deve comprimere nel tempo a causa di una primavera avara di sole.
Anche la crisi economica concorre a ridurre i giorni di vacanza, spesso relegati a sporadiche escursioni nel weekend. Pertanto, le tradizionali raccomandazioni di esporsi gradualmente al sole nei primi giorni di ferie cozzano col fatto che all’abbronzatura non si rinuncia, soprattutto se la vacanza è corta.
Tuttavia, un pur breve soggiorno non deve essere rovinato da malesseri come il colpo di sole e di calore. Si rischia l’inconveniente di ricorrere in urgenza all’assistenza sanitaria in località turistiche.
La prevenzione di spiacevoli danni attinici acuti è indispensabile per godere appieno del beneficio dell’agognata villeggiatura estiva.
Diventa, quindi, essenziale l’uso dei filtri solari, etichettati in base all’indice SPF (Sun Protection Factor). I prodotti attualmente in commercio offrono un alto profilo di sicurezza, che siano a schermo chimico o fisico. La scelta del solare idoneo richiede di precisare a quale fototipo appartenga la nostra pelle. Si può conoscerlo attraverso un semplice test, presente anche su internet.
Prima di applicare il protettore, l’epidermide deve essere ben detersa, in particolare rispetto a cosmetici, profumi e deodoranti.
Oltre al danno a breve termine del comune eritema solare, la scorretta esposizione al sole provoca nel lungo termine l’invecchiamento cutaneo precoce (photoaging) e una possibile progressione verso lesioni precancerose, nonché può portare verso vere e proprie neoplasie di varia gravità. Molti farmaci assunti per via orale interagiscono negativamente con i raggi ultravioletti: per esempio, antibiotici come le tetracicline, antifungini, molti antipertensivi, antipsicotici ed anche comuni antinfiammatori.

Alessandra Bellisomi

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