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giovedì, Ottobre 21, 2021

Cura dei capelli

Quando si parla di medicina estetica, l’associazione immediata e spontanea è quella con la chirurgia plastica. Ma non è sempre così. Si può migliorare il proprio aspetto e trarre giovamento da cure specialistiche http://www.caduta-capelli-torino.it/ che non devono avere per forza a che fare con il bisturi.
È il caso della biorivitalizzazione http://www.caduta-capelli-torino.it/servizi-trattamenti-tricologici.cfm, ossia quel trattamento che interviene sulla cute – che è a tutti gli effetti un organo del nostro corpo, come il cuore o i polmoni – soggetta al processo naturale di invecchiamento.
Si può intervenire, in maniera preventiva o per risolvere un problema manifesto, con iniezioni di sostanze naturali dal potente effetto stimolante per la pelle. Non solo la cute diviene più morbida, bella e compatta, ma è aiutata a rinnovare e produrre fibroblasti, cellule tipiche del tessuto connettivo.
Tono, elasticità e salute non solo per il viso
La biorivitalizzazione, conosciuta anche come biostimolazione, ha ottenuto risultati positivi nel trattamento del cuoio capelluto, una zona del corpo poco presa in considerazione nella cura quotidiana dedicata alla pelle.
In ambito tricologico, infatti, la somministrazione di biorivitalizzanti incrementa la sintesi di numerose proteine e fattori di crescita, importanti per la salute e il nutrimento del cuoio capelluto.
“Poco o per niente invasivo – spiegano dai centri Tricomedit di Torino e Alessandria http://www.caduta-capelli-torino.it/ambulatori-tricologici-torino-alessandria.cfm -, dal sicuro effetto benefico per la cute, il trattamento è utilizzato efficacemente nella cura dei capelli, nella prevenzione e nella cura in situazioni di indebolimento o diradamenti, con un valido supporto alla normale funzionalità cellulare. I fattori di crescita, infatti, mantengono il follicolo pilifero in fase anagen favorendo la crescita del capello”.
I biorivitalizzanti sono quindi di aiuto nelle differenti forme di perdita di capelli, soprattutto nelle forme importanti di caduta (telogen effluvium acuto o cronico) e favoriscono la fase di ricrescita dopo il periodo autunnale: questo vale per soggetti “normali” e ancora di più per coloro che soffrono di calvizie e alopecia androgenetica.
Polinucleotidi e acido ialuronico, l’importanza di prodotti sicuri
Le sostanze impiegate nel trattamento al viso o al cuoio capelluto hanno un’origine naturale: i polinucleotidi, in particolare, sono un composto organico che deriva dalla combinazione di un numero variabile di nucleotidi, ossia le unità che compongono le molecole di Dna.
È importante che i prodotti siano tollerabili e sicuri, rispondenti ai requisiti di dispositivi medici certificati e autorizzati dall’Istituto Superiore di Sanità.
Utilizzando sostanze idonee, dunque, le eventuali controindicazioni potrebbero essere solo quelle legate alle intolleranze verso i prodotti o quelle determinate da patologie.
“Per quanto riguarda il trattamento al viso – continua la spiegazione dei medici Tricomedit, centri che effettuano entrambi i trattamenti – differisce da quello eseguito sul cuoio capelluto perché, nel primo caso, si utilizzano insieme polinucleotidi e acido ialuronico: quest’ultima è una sostanza che si trova già per natura nella pelle ma con il passare degli anni diminuisce, impedendone un’idratazione profonda e riducendone progressivamente la consistenza e la tonicità. Per il cuoio capelluto vengono, invece, utilizzati come rivitalizzanti unicamente i polinucleotidi: in diversi casi, questi ultimi hanno sostituito per tecnologia ed efficacia il trattamento di mesoterapia che normalmente si eseguiva con vitamine specifiche o antinfiammatori. I polinucleotidi, utilizzati in centri tricologici professionali e affidabili, hanno un’azione più ampia e si integrano perfettamente con altri trattamenti locali o terapie per via orale, come integratori specifici che forniscono anche un supporto antiossidante”.
Il risultato per il trapianto di capelli, ad esempio, migliora sicuramente se associato all’utilizzo dei polinucleotidi, che supportano la rigenerazione del cuoio capelluto, la stimolazione del trofismo (crescita) e l’allungamento del capello.
Trattamenti veloci e con poche sedute ambulatoriali
Viso e cuoio capelluto possono avvalersi, quindi, dei benéfici effetti della biostimolazione, sia nella fase preventiva che correttiva. In entrambi i casi si possono effettuare con aghi sottilissimi infiltrazioni locali a microponfi a base di polinucleotidi, per un ciclo rivitalizzante di 6-10 sedute.
La biorivitalizzazione può essere praticata in ogni distretto cutaneo e le sedute hanno una durata media di 15-20 minuti: finito il trattamento, si può riprendere la propria attività senza problemi o effetti indesiderati visibili, seppur temporanei (ad es. estremo rossore della cute).
Gli effetti della biostimolazione, a seconda delle condizioni della cute o del cuoio capelluto, si cominciano ad apprezzare già dalla prima applicazione. In genere sono consigliate almeno tre sedute, affinché la pelle e il cuoio capelluto rispondano in modo evidente al trattamento.
È importante affidarsi a mani esperte http://www.caduta-capelli-torino.it/faq-problemi-tricologici.cfm, come i centri estetici e tricologici Tricomedit, dove i medici di ciascun poliambulatorio offrono la garanzia di un trattamento professionale e sicuro.
Anche l’occhio vuole la sua parte
Per tornare al discorso della medicina estetica e delle soluzioni senza bisturi, sembra chiaro che la biorivitalizzazione abbia un posto particolare nella lista dei trattamenti accessibili e che funzionano.
Chi non desidererebbe fermare o rallentare le lancette dell’orologio? I segni del tempo possono donare tratti interessanti al volto, ma se ne potrebbe fare a meno. La biorivitalizzazione previene e combatte i segni dell’invecchiamento, riesce a donare turgore ed elasticità alla pelle, che appare luminosa e più distesa. La cute è idratata a fondo e quindi si prevengono o si curano i danni da disidratazione, rispondendo alle esigenze di chi cerca soluzioni specifiche e personalizzate per il proprio tipo di pelle (come ad esempio chi ha una grana fine e accusa gli effetti esogeni e degli agenti atmosferici).
L’utilizzo della biostimolazione può essere utile per chi ha già effettuato altri tipi di trattamento estetico (peeling, filler o lifting), per aumentare la durata dell’effetto, e risulta un’ottima preparazione all’esposizione solare: con l’arrivo dell’estate, la biorivitalizzazione rappresenta un buon modo di preparare la pelle, aiutandola a limitare i possibili danni del sole e a renderla più bella.
La raccomandazione rimane sempre la stessa: per andare sul sicuro e non avere brutte sorprese, è importante affidarsi alle mani esperte di medici in centri specializzati.

 

Fausta Dal Monte
Giornalista professionista dal 1994, amante dei viaggi. "La mia casa è il mondo"
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