Industria, mostra fotografica di Niccolò Biddau

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Giovedì 18 settembre alle ore 18 a Palazzo del Monferrato di Alessandria, alla presenza dello storico dell’arte e del design Philippe Daverio sarà inaugurata la mostra fotografica Industria di Niccolò Biddau, realizzata con il sostegno di BCUBE, Guala Closures, Guala Dispensing, Guala Pack, Bisio Progetti, Michelin – Stabilimento di Alessandria, Solvay e Star, con il Patrocinio di Confindustria Alessandria, Camera di commercio di Alessandria e Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria.

50 fotografie in bianco e nero stampate in grande formato, oltre 200 fotografie proiettate tradurranno il “viaggio” nell’industria italiana e alessandrina del fotografo in un percorso per immagini di grande suggestione. Una scoperta della realtà industriale italiana e alessandrina che ha sorpreso gli stessi protagonisti e a che ha già procurato a Niccolò Biddau numerosi riconoscimenti, tra cui il primo premio del Black and White Spider Awards di Los Angeles (USA).

Dal grande numero di foto realizzate in anni di lavoro è stata effettuata una selezione tra le realtà industriali italiane più apprezzate al mondo, tra le quali: Alessi, Pirelli, FIAT, Magneti Marelli, Campagnolo, Italcementi, TenarisDalmine, Marzotto, Missoni, Corneliani, Menabrea, Cassina, Zanotta, Mediaset, Mondadori, Telecom Italia e molte altre.

Le realtà alessandrine presenti in mostra saranno: AGV, BCUBE, Borsalino, Bulgari, Campari, Cerutti, Elah Dufour Novi, Guala Closures, Guala Dispensing, Guala Pack, Bisio Progetti, Michelin – Stabilimento di Alessandria, Mossi & Ghisolfi, Solvay e Star.

Ne risulta un percorso tematico organizzato in cinque sezioni: L’oggetto visto da vicino e la serialità; Le persone: tecnologia estrema e manualità; Il ’900 e il 2000: la fabbrica contro i robot; Architetture Industriali: impianti e linee di produzione; Le forme che ritornano: il riconoscibile e l’irriconoscibile.

Le fotografie vogliono mostrare come l’industria produca non solo beni e servizi per la società ma crei anche cultura, cioè valori, attraverso le forme dei suoi impianti, il disegno del paesaggio, la complessità delle tecnologie e il fascino dei luoghi dell’innovazione. Di questa efficacia l’Italia e la provincia di Alessandria presentano ricche testimonianze, che trovano nella qualità delle forme architettoniche degli oggetti l’immagine più diretta.

Le immagini sono scelte in modo da rappresentare la varietà delle produzioni che caratterizzano il territorio e l’eccellenza che esse sanno esprimere. Gli intensi scatti, che aiutano l’osservatore a immaginare il “dietro le quinte” delle industrie, lasciano sovente l’impressione di stupore per la bellezza che gli impianti industriali sono in grado di esprimere.

Dalla meccanica alla chimica, dall’arredamento alla moda, dall’alimentare alla comunicazione: l’industria viene così descritta attraverso un racconto sullo spirito imprenditoriale italiano tradotto in immagini.
Protagonista indiscussa è l’industria rappresentata dai suoi prodotti in “veste artistica”. Tutti scatti da ammirare, attimi di vita produttiva immortalati dall’autore.
Accanto alle fotografie di acciaierie, le affascinanti forme del design, i magazzini automatizzati, gli studi tecnologici, gli showroom, i laboratori farmaceutici. E ancora: materie prime e prodotti finiti che si succedono in un altalenarsi di scorci tra la lavorazione del ferro e chiavi inglesi, tra colate fuse d’ottone e maniglie per finestre, tra catene di montaggio e uova di cioccolata, tra telai per filati e molto altro.

Philippe Daverio – Storico dell’arte e del design
“Niccolò Biddau ha la straordinaria capacità di sorprenderci con immagini di notevole impatto estetico, anche affrontando una materia all’apparenza fredda come la realtà industriale italiana. L’occhio esperto del fotografo ha saputo costruire autentiche architetture degne dei grandi maestri. Una mostra da visitare, per appassionati d’arte, fotografia e design e per tutti coloro che desiderano conoscere e scoprire le attività industriali sparse sul nostro territorio, fondamentali, ma talvolta ignorate.
Come si può definire il lavoro di Biddau? È quello di andare a giocare, con l’occhio, all’interno del mito della macchina così come si compone oggi, dove tutto è ordinato, dove tutto è pulito, dove tutto fa scoprire un mondo assolutamente inatteso: l’architettura stessa del sistema produttivo”.

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