Ma quale austerity!

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Per anni ci hanno raccontato che era necessaria l’austerity, con conseguente crisi, fame e suicidi, secondo il calcolo che se il debito pubblico di una nazione raggiunge la soglia del 90% del Pil, la crescita non c’è. Autori di questa teoria gli economisti più stimati al mondo: Carmen Reihart e Kenneth Rogoff di Harvard. Ebbene, uno studente, Thomas Herndon, non soltanto ha dimostrato il contrario, trovando errori di calcolo ma gli stessi autori hanno dovuto ammettere pubblicamente di essersi sbagliati. Avevano allineato erroneamente le cifre da addizionare usando il sistema excel e avevano omesso di prendere in esame nazioni come Canada, Australia e Nuova Zelanda in cui la crescita economica non ha risentito dell’elevato debito pubblico.
La notizia da noi è passata in sordina mentre oltreoceano ne parlano tutti i media.
Il dato più preoccupante è che l’Europa continua, però, a seguire quella linea di politica economica ormai scientificamente dimostrata come sbagliata; all’ultima riunione del G20 ci si è limitati a cancellare dal comunicato stampa il riferimento all’equazione debito/pil. Cosa si aspetta a raddrizzare la rotta? O per interessi occulti si preferisce proseguire nell’alienazione dei Paesi del sud dell’Eurozona? Non vorremmo scoprire tra qualche tempo, attraverso l’ennesimo scandalo, che si trattava di convenienza per il gruppo ristretto oligarchico di chi detiene il potere politico e finanziario. Cosa si racconterà alle famiglie, ai figli, alle vedove dei suicidi dell’austerity?

 
Fausta Dal Monte

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