Punto nascite chiuso

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Le ore del consultorio saranno almeno aumentate, l’elisoccorso disponibile per le emergenze

Il Comitato del Territorio chiede sei mesi di moratoria

punto-nascite-acquiÈ scattato il count-down per la chiusura del punto nascite nell’ospedale “Monsignor Galliano”. Se non cambiano i programmi, a fine giugno la Regione metterà definitivamente il sigillo sul reparto simbolo di gioia, da dove sono stati “sfornati” migliaia di bambini e bambine tra cui il sottoscritto.
Tutto inizia nel marzo 2012 con una delibera di Giunta che conferma il ruolo cardine di alcuni ospedali dell’alessandrino tra cui quello acquese (dopo una battaglia estenuante della giunta Rapetti nei confronti dell’ex assessore regionale alla sanità Ferrero) ma che poi individua una serie di tagli da effettuare anche a livello regionale alla luce del piano di rientro a cui il Piemonte è soggetto da diverso tempo.
Ed ecco l’idea di eliminare, in base ad alcune riflessioni manageriali ma anche a valutazioni geografiche, alcuni servizi nei vari territori come il punto nascite ad Acqui Terme.
Una chiusura imposta anche da una normativa nazionale perché si tratta di una realtà in cui i parti non raggiungono le 500 unità in un anno. “La struttura è indispensabile per l’acquese e la val bormida e non è accettabile di dover correre in altre zone, distanti almeno 30 chilometri, per far nascere i propri figli magari in situazioni di emergenza” il coro unanime di alcuni sindaci del territorio. Anche se non si può parlare di un vero e proprio depotenziamento bensì di un riordino della rete ospedaliera regionale per evitare duplicazioni di servizi e spreco di risorse preziose in tempi di crisi.
Ma comunque zone come Merana o Pareto, parecchio distanti dall’acquese, avranno ancora di più maggiori difficoltà con il trasferimento del punto nascite a Novi Ligure o Alessandria.
È anche vero che i casi di emergenza potranno essere gestiti con l’elisoccorso del 118 tra i più efficienti in Italia.
“Nonostante una serie di passi avanti negli ultimi incontri come l’aumento delle ore consultoriali, l’acquisto di un nuovo ecografo, il mantenimento della struttura di Ginecologia con attività di degenza e dell’attività pediatrica, permangono a nostro parere elementi di ambiguità non accettabili – spiegano dal Comitato del territorio acquese per la salute -. Per questi motivi chiediamo una moratoria di sei mesi sulla chiusura del punto nascite per affrontare nei giusti modi la chiusura di un servizio essenziale per molti”.
Soddisfatto invece il sindaco Enrico Bertero poiché “si sono stabilite forma di rafforzamento dei servizi pre e post parto e sono state garantite alcune certezze dall’assessore alla sanità, Ugo Cavallera”, in carica ancora per poche ore visto il cambio di maggioranza di Giunta dopo le recenti elezioni regionali.

 

Giampi Grey

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