La gestione-ponte delle Terme è utile?

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Ventiquattro mesi per risollevare le sorti di un bene del territorio, poi si vedrà in attesa del cambio di vertice previsto per il 2014

Confronto e posizioni diverse tra il sindaco Enrico Bertero e il presidente Roberto Molina

Le Terme: bene del territorio. Questa frase mette sicuramente d’accordo il Comune di Acqui Terme e la Regione Piemonte, principali soci di Terme spa alle prese in questo periodo con un problema non indifferente: a chi e, soprattutto, come affidare la gestione delle Terme per i prossimi anni a venire? Posizioni diverse tra il sindaco Enrico Bertero e il presidente Roberto Molina, poichè il primo sarebbe a favore di una gestione lunga di qualche decennio, mentre il secondo opterebbe all’inizio per una gestione più corta, di durata biennale. Acqui dispone da secoli di una fonte termale tra le migliori al mondo. Una fonte che permette ogni giorno la cura di centinaia di pazienti e che attrae ogni anno migliaia di turisti. Il turismo in zona dovrebbe vivere grazie alle Terme, alle bellezze artistiche e culturali della città, all’accoglienza dei commercianti e gestori degli alberghi, alla realizzazione di numerose iniziative a cura dall’amministrazione comunale, in sinergia con le associazioni di categoria e di volontariato del territorio. È indubbia la tradizione termale, unita a quella enogastromica, ma la città necessità di un importante investimento nel settore delle Terme. Ed allora il sindaco della città, tra i più convinti sostenitori di uno spostamento della compagine societaria di Terme spa da pubblica a privata, sostiene fortemente l’affidamento permanente e tramite un bando europeo dell’intera struttura termale a dei gruppi specializzati, meglio se già proprietari di catene alberghiere. Ma il consiglio di amministrazione, nell’ultima riunione di luglio, così ha deciso: una gestione ponte di 24 mesi. Poi si vedrà in attesa del cambio di vertice previsto per il 2014.

 
Giampi Grey

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