27000 pendolari persi

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Prezzo dei biglietti incrementato del 47,3% e tagli al servizio del 10%

Ferrovie: quale sarà il futuro del trasporto pubblico piemontese?

Prezzo dei biglietti incrementato del 47,3%, tagli al servizio del 10%, e 27mila pendolari al giorno persi: sono questi gli ultimi dati resi recentemente noti da Legambiente riguardo il trasporto pubblico locale, numeri impietosi che sottolineano come in Piemonte sia sempre più difficile muoversi con i mezzi pubblici, soprattutto se si vuole raggiungere i piccoli centri zona.  Ma quale sarà il futuro del trasporto pubblico piemontese? Per tentare di rispondere alla domanda, abbiamo incontrato Giuseppe Santomauro, sindacalista della Filt-Cgil, che ci ha tracciato una panoramica della situazione. “I tagli effettuati nel 2013 rientrano nel piano trasporti triennale della Regione Piemonte, che inizialmente doveva interessare gli anni dal 2011-2014, ma poi è stato modificato in 2012- 015. La legge Monti-Fornero che rientra nella legge “Salva Italia” prevede una riduzione dei trasporti in 3 anni del 30%, la Regione Piemonte si sta attenendo quindi a quanto indicato dallo Stato. In tutte le regioni d’Italia è stato però utilizzato un fondo perequativo che ha permesso di non tagliare i fondi, cosa che solo in Piemonte non è stata possibile considerata la situazione disastrosa in cui si trovano sanità e istruzione. Tagliando un treno, si perde il 50% di pendolari nell’immediato ed un altro 25% nei sei mesi successivi, senza contare che il pullman sostitutivo allunga notevolmente i tempi di percorrenza.  La Regione, che avanza pretese assurde nei confronti di Trenitalia, non paga l’azienda da marzo 2012, mancano inoltre i 40 milioni di euro previsti dal contratto di servizio, con conseguente difficoltà nella manutenzione dei mezzi. Nel 2014 assisteremo ad un ulteriore taglio del 30% per quanto riguarda sia il trasporto ferroviario che su gomma, la situazione si congelerà quindi a partire dal 2015″. Se dunque si potrà mai parlare di ripresa nel settore dei trasporti, sarà questione di anni.

Marcello Rossi

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