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lunedì, Ottobre 18, 2021

Da oltre un secolo sulla strada: gli Hobo

Gli Stati Uniti di fine Ottocento sono un Paese molto diverso da quello di oggi: la Guerra Civile Americana e la Grande Depressione degli anni Trenta hanno solcato profondamente le vite di molte persone; privandole del lavoro; della salute e della stabilità.

Migliaia di famiglie furono colpite dalla crisi; a molte madri furono strappati i figli e molti figli non conobbero le madri; la parola futuro non veniva pronunciata; per molti non esisteva.

È in questo contesto che un numero considerevole di persone abbraccia la vita nomade; sfruttando gratuite traversate sui treni merci diretti verso un personalissimo Eldorado; fatto di lavoro stagionale e onesto randagismo; questo movimento sorge dalla necessità di lavorare e si fonde con il romantico fascino del viaggio avventuroso; si tratta di persone che dal basso non puntano in alto; ma rotolano in tutte le direzioni: sono gli Hobo.

Nella galassia dei vagabondi gli Hobo si distinguono per la loro volontaria scelta di vita: le rotte più battute sono quelle dei grandi cantieri e delle ferrovie o quelle dei raccolti stagionali; ma i più temerari si reinventano cercatori d’ oro; la matrice comune è la traversata degli States per un viaggio senza fine.

Negli anni Cinquanta; quando gli effetti della crisi andavano assorbendosi; il movimento acquisì un profilo più romantico; e anche la conservatrice società americana cambiò idea ( e legislazione) su queste persone: la beat generation stava ereditando lo zaino da viaggio degli Hobo; scrittori come Kerouac o Jack London renderanno immortale questo stile di vita.

L’ etica originale degli Hobo rimarrà sempre la stessa “accettare il lavoro ma rifiutare lo schiavismo”; condannando anche il furto e la violenza: è per questo che con il tempo molti convergeranno in altri movimenti; come quello hippy; senza però rinunciare a quell’ ideale di libertà e ricerca interiore ripreso dal film “Into the Wild” di Sean Penn; che riporta la storia vera di Christopher McCandless.

McCandless; neolaureato e benestante; decide di fuggire da una società consumista in cui non riesce più a vivere vagabondando per due anni tra Stati Uniti e Messico in un regime di economia che a suo dire gli permise di apprezzare ogni cosa; di seguito una frase del suo diario:

“ C’è tanta gente infelice che tuttavia non prende l’iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza; dal conformismo; dal tradizionalismo; tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito; ma in realtà per l’animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo”

Nicholas Capra

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