Martedì 11 agosto, 224° giorno
dell’anno, 33^ settimana. Alla fine del 2020 mancano 142 giorni (bisestile)

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L'isola di Alcatraz, nella baia di San Francisco, con la famosa prigione chiusa nel 1963

FRASE DEL GIORNO – I libri e gli anni rendono saggio l’uomo. (Proverbio spagnolo) 

SANTI DEL GIORNO – Santa Chiara d’Assisi (Vergine, protettrice di televisione, ricamatrici, lavandaie, doratori, stiratrici e ciechi), Santa Susanna (Martire), San Rufino di Assisi (Vescovo e Martire), San Gaugerico di Cambrai (Vescovo), Sant’Eliano di Filadelfia (Martire), Santa Degna (Venerata a Todi), Santa Filomena di Roma (Principessa, Vergine e Martire).

EVENTI DEL GIORNO – Nel 1934 aprì la prigione di Alcatraz. C’è un’isola nella baia di San Francisco che, per circa 30 anni, rappresentò nell’immaginario collettivo un “luogo del non ritorno”, da dove era umanamente impossibile fuggire, o quasi: l’isola di Alcatraz.
Chiamata così dai colonizzatori spagnoli per la folta presenza di sule (uccelli che in spagnolo sono “alcatraz”), fu utilizzata da metà ‘800 per scopi militari, prima come fortezza e poi come prigione militare. Nel ’34 “The Rock” (soprannome riferito al profilo roccioso) venne trasformata in carcere di massima sicurezza, destinato ad ospitare quei detenuti che gli altri penitenziari statunitensi non riuscivano a gestire, ovvero i criminali più pericolosi. Alle 9.40 dell’11 agosto ’34 sbarcarono i primi 137 “inquilini”, in maggioranza rapinatori seriali, assassini o stupratori. Tra i numerosi tentativi di fuga, tutti finiti male, restò celebre quello dell’11 giugno ’62, quando Frank Morris e i fratelli Anglin crearono un varco nelle mura della cella, scavando per mesi con un cucchiaio da cucina, e attraverso il condotto dell’aria raggiunsero la spiaggia, da cui salparono con una zattera. L’episodio ispirò il film “Fuga da Alcatraz” (’79). Gli eccessivi costi di mantenimento spinsero poi il Governo Usa (’63) a chiudere la prigione che oggi è una grande attrazione turistica della baia.

NATI DEL GIORNO – Giuseppe Di Vittorio (1892-1957), Italia, sindacalista. Nato a Cerignola (FG), improntò la sua lunga attività di politico e sindacalista alla difesa dei diritti dei lavoratori e degli ideali della Costituzione.  Bracciante e autodidatta, sposò la battaglia sindacale a 21 anni entrando Comitato Centrale dell’Unione Sindacale Italiana. Perseguitato dal regime fascista, riparò in Francia da dove organizzò la Resistenza. Insieme a Grandi e Canevari fu tra i firmatari del Patto di Roma (9 giugno ’44), dando vita alla ‘Confederazione Generale Italiana del Lavoro’ (CGIL), di cui fu Segretario Generale fino al ’48. Eletto nel ’46 all’Assemblea Costituente nelle liste del Partito Comunista Italiano, partecipò alla stesura della Costituzione repubblicana, entrata in vigore il 1° gennaio 1948.
Hulk Hogan (1953), Usa, lottatore. Fisico possente (195 cm, 138 kg), chioma e baffi da vichingo, atteggiamento istrionico, fu assoluto protagonista dei ring “televisivi” mondiali negli anni ’80 e ’90, lottatore di wrestling tra i più osannati di sempre. Nato ad Augusta (Georgia) come Terrence Eugene Bollea da genitori di origini italiane, a 21 anni mollò baseball e musica rock per darsi alla lotta, sotto la guida del celebre wrestler nipponico Hiro Matsuda, diventando ‘The incredible Hulk Hogan’.
Massimiliano Allegri (1967), Italia, ex-calciatore e allenatore. Nato a Livorno, giocò da  centrocampista con Cuoiopelli, Livorno (1 Coppa Italia di C), Pisa, Pavia, Pescara, Cagliari, Perugia, Padova, Napoli, Pistoiese e Aglianese (1 campionato di serie D), con 386 presenze e 60 gol. Ingaggiato dalla Valenzana (AL) nell’estate ’03, presentato ufficialmente al raduno, smise di giocare perché richiamato dall’Aglianese (in C), che allenò col patentino appena conseguito. Da allenatore proseguì con Spal, Grosseto (2 esoneri), Udinese (col maestro Galeone), Lecco (esonero), Sassuolo (promozione in B e Supercoppa di C), Cagliari (2 salvezze in A), Milan (1 scudetto e 1 Supercoppa) e Juventus (5 scudetti, 4 Coppe Italia, 2 Supercoppe) con cui raggiunse anche 2 finali di Champions League, battuto 3-1 dal Barcellona (’15) e 4-1 dal Real Madrid (’17). Fermo dall’estate scorsa e pagato dalla Juve fino al 30 giugno ’20, ora è libero e in attesa di chiamata.

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