Quali cambiamenti ha prodotto la riforma della disabilità nella vita delle persone, delle loro famiglie e di chi ogni giorno opera nei servizi? Era questa la domanda al centro del convegno “Disabilità: la riforma alla prova dei fatti. Un confronto ricco di contenuti, criticità e proposte”, promosso dalla Confederazione CSE e svoltosi la scorsa settimana ad Alessandria.
L’iniziativa ha riunito rappresentanti istituzionali, esponenti del mondo accademico, INPS, Patronati, servizi territoriali, cooperative e organizzazioni sindacali, dando vita a un confronto sulle opportunità della riforma, sulle difficoltà della sua attuazione e sulle condizioni economiche e contrattuali del settore socio-sanitario e socio-assistenziale.
A moderare l’incontro è stata Alessandra Dellacà di Telecity Netweek. Tra i partecipanti, Giorgio Barberis, direttore del DIGSPES dell’Università del Piemonte Orientale; Giovanni Barosini, vicesindaco di Alessandria; Fiorenzo Prato, direttore provinciale INPS; Agnese Rubino, direttrice provinciale EPACA; Roberta Cazzulo, assessora alle Politiche sociali del Comune di Alessandria; Gianluca Penna, sindaco di Montecastello, insieme alla signora Edmea; Corrado Parise, presidente del CDA della Cooperativa sociale Il Gabbiano; Paolo Heritier, professore ordinario di Filosofia politica e sociale all’UPO; Fabio Tirelli, vicepresidente di ANASTE Piemonte; e Ambra Leone, coordinatrice dell’Area disabili del CISSACA.
Per CSE Sanità sono intervenuti Stefania Gallo, coordinatrice regionale CSE Sanità-FLP Piemonte, e
Alessandro Campanino, componente della Giunta di Presidenza nazionale CSE Sanità.

Uno dei temi centrali è stato il Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato, elemento
fondamentale del percorso di riforma.
Mettere realmente al centro la persona con disabilità significa
riconoscerne aspirazioni, capacità, desideri e bisogni, superando una visione limitata alla sola prestazione
assistenziale. Dal confronto è emersa la complessità dell’applicazione della riforma nei territori. I Comuni devono fare i conti con risorse e capacità organizzative differenti; l’INPS è chiamato a gestire l’evoluzione delle procedure di valutazione; i Patronati svolgono un’importante funzione di informazione e accompagnamento dei cittadini nell’accesso alle prestazioni e nel riconoscimento dei diritti.
Il rischio è che le persone e le famiglie debbano affrontare da sole procedure articolate, uffici diversi e
competenze non sempre facilmente comprensibili.
Per questo è fondamentale rafforzare il coordinamento tra enti e servizi, rendendo i percorsi più chiari e garantendo risposte accessibili e tempestive.

Di Raimondo Bovone

Ricercatore instancabile della bellezza nel Calcio, caparbio "incantato" dalla Cultura quale bisettrice unica di stile di vita. Si definisce "un Uomo qualunque" alla ricerca dell'Essenzialità dell'Essere.

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