Notte di tensione e violenza nel carcere di Vercelli, 3 giorni fa, dove un detenuto straniero ha dato in escandescenze, danneggiando la propria cella e la sezione detentiva e assumendo un atteggiamento aggressivo e minaccioso nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria.
Il galeotto straniero (potrei scommettere sulla sua provenienza, ndr) ha colpito violentemente porte e blindati delle celle, danneggiando alcune strutture e servizi igienici e impugnando un bastone ricavato da un manico di scopa. Di fronte agli Agenti intervenuti, l’uomo ha mantenuto un comportamento aggressivo, con frasi offensive e minacciose, rendendo necessario l’intervento degli operatori per riportare la situazione sotto controllo e mettere in sicurezza la sezione.

IL COMMENTO – Senza senso che questi delinquenti girino liberi e facciano danni, perché paghiamo noi. Come ho già scritto, ritengo che questi soggetti debbano essere AMMANETTATI DIETRO LA SCHIENA. In quelle condizioni fare danni è un po’ più difficile. E ai poliziotti va dato in fretta il taser, necessario come l’aria per respirare.

LE PAROLE – Donato Capece, segretario generale del SAPPE, denuncia: “Ogni giorno gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria affrontano detenuti violenti, aggressivi e imprevedibili, spesso in condizioni operative difficili. A Vercelli, come in molti altri istituti, la gestione dell’emergenza ricade quasi sempre sulle spalle degli agenti, che devono garantire sicurezza senza avere a disposizione tutti gli strumenti e le risorse necessarie. Il problema non è il singolo episodio, ma un sistema che rischia di trasformare l’emergenza in normalità”.
Sulla stessa linea Vicente Santilli, segretario nazionale SAPPE per il Piemonte: “Chiediamo al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e al Ministero della Giustizia di intervenire. Il Piemonte ha bisogno di risposte concrete: più personale, maggiore sicurezza e strumenti adeguati per gli agenti. Il grazie non basta, servono fatti, investimenti e decisioni immediate”.
