Aumentano i rilasci d’acqua dalla Svizzera verso il Piemonte, mentre la Regione ha esteso all’intero territorio piemontese lo stato di emergenza regionale per gli incendi boschivi. Intanto cresce il numero dei Comuni piemontesi costretti a ricorrere alle autobotti: erano 70, sono diventati 109, con oltre 4.000 viaggi effettuati.

LE PAROLE – Questa la dichiarazione congiunta del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e degli assessori Matteo Marnati (ambiente), Paolo Bongioanni (agricoltura) e Marco Gabusi (protezione civile): «Sull’emergenza idrica si poteva chiedere aiuto alla Svizzera e così è stato fatto: oggi la portata del Tresa è passata da 3 a 8 metri cubi al secondo. Acqua in più per il nostro territorio e oggi ogni metro cubo conta. Con le prossime ordinanze saranno individuati gli elenchi degli interventi relativi al servizio delle autobotti, reso necessario dal deficit idrico. Ristoreremo ai Comuni le spese per le autobotti e per gli interventi urgenti, perché i sindaci devono sapere che la Regione è al loro fianco».

I NUMERI – I dati aggiornati indicano 163 Comuni che hanno già emanato ordinanze per il risparmio idrico, ai quali si aggiungono 94 Comuni ai quali è stata richiesta l’emissione dell’ordinanza.
Negli ultimi 3 mesi, maggio, giugno e luglio, le precipitazioni hanno fatto registrare – 55%, e pure ad agosto sono caduti mediamente sul Piemonte 18 millimetri di pioggia, contro una media di 27.
Nella prima decade di agosto la portata dei corsi d’acqua hanno registrato un deficit del -83% rispetto ai valori storici. Arpa prevede una probabilità maggiore di temporali e rovesci soprattutto sull’arco alpino a partire dalla prossima settimana.
