L’Orso fortunato scippa Rimini

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Il letargo è finito, dice l’immagine. In teorìa sì, perchè è primavera, e un po’ anche in pratica, visto che l’Alessandria ha vinto la seconda partita di fila e il nuovo tecnico ne ha vinte due su tre. Ma non illudiamoci: sulla riviera romagnola i grigi hanno preso sberle da tutte le parti, sul campo (tre traverse, un rigore negato e paratone di Servili) e in faccia (Fanucchi, dopo il gol, dall’allenatore avversario). Poi questo gioco misterioso e bellissimo che è il calcio ha regalato la vittoria, al 41′ del secondo tempo, alla squadra che aveva subìto la partita e che aveva meno meritato, ma le cose vanno così. Il risultato è tutto, ma non sono d’accordo che modifichi le pagelle: se uno gioca male, la prestazione resta quella anche se vince. Viceversa, se uno gioca bene e perde, pazienza, ma ha giocato bene. Invece si usa diversamente, ovunque, a tutti i livelli. Accetto, rispetto, ma non condivido. Chi si aspettava miracoli da Notaristefano deve rimandare alla prossima stagione: il tecnico, che ha le idee chiarissime, deve far fuoco con la legna che ha, e allora cerca di usare il modulo adatto ai giocatori che allena. Si difende con il 5-3-2 e non con il 3-5-2 e prova a far gol in contropiede; sembra un esercizio numerico ma c’è differenza, perchè nel caso dell’Alessandria gli esterni sono sempre ‘bassi’, cioè sulla linea dei difensori, mentre nel caso opposto gli esterni stanno ‘alti’, cioè sulla linea dei centrocampisti e pressano per riconquistare il pallone. Tipo Juve, insomma. Sembra cosa di poco conto, ma non lo è.  Ora, a 4 turni dalla fine, c’è chi pensa ancora ai playoff, ma attenzione: la matematica da speranze, la consistenza della squadra no. Vietato illudersi. (r.b.)

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