Oculus rift VR: lo schermo da indossare

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Nato come uno dei tanti progetti alla ricerca di finanziamenti su Kickstarter, Oculus Rift VR ha colto l’attenzione di grandi e piccoli sviluppatori, oltre che di veri e propri colossi della tecnologia. Di cosa si tratta? Stiamo parlando di uno schermo da indossare sul viso, in grado di riprodurre uno scenario di realtà virtuale, con un coinvolgimento diretto dell’utente.
Il primo prototipo, chiamato Development Kit 1 e messo a punto da Palmer Luckey e John Carmack, è stato messo a disposizione nel settembre 2012. Successive evoluzioni, sotto forma del Development Kit 2 e del più recente Crescent Bay, hanno migliorato la definizione grafica e la capacità di tener traccia dei movimenti dell’utente. La versione per i consumatori potrebbe uscire nell’autunno del 2015 o nel 2016.
Oculus Rift ha attirato da subito l’attenzione delle case produttrici di videogiochi, il che non sorprende. Desta, invece, più curiosità l’interessamento di Samsung, di Facebook e del Pentagono. Nella data dell’8 dicembre 2014, l’azienda coreana ha fatto uscire Samsung Gear VR Innovator Edition, il quale intende combinare l’esperienza della realtà virtuale con quella del Galaxy Note 4.
Il social network di Mark Zuckerberg ha creduto molto in Oculus al punto di averla acquistata nel marzo di quest’anno, per la bellezza di 2 miliardi di dollari. Opinionisti del settore hanno speculato sulle ragioni che stanno dietro a questo investimento. Matthew Panzarino, per esempio, ritiene che Oculus rappresenterà per FB la piattaforma hardware sulla quale lavorare in futuro, il che colma una lacuna che la società di Menlo Park aveva rispetto a concorrenti come Apple, Google, Amazon e Microsoft. Dan Kaplan prevede la commistione tra la sterminata rete sociale e le potenzialità della realtà virtuale con l’obiettivo di creare un social network virtuale, assimilabile al Metaverso raccontato da Neal Stephenson in “Snow Crash” oppure a una versione 2.0 di Second Life.
Altrettanto ambiziosa è la Defence Advanced Research Projects Agency del Pentagono, che, afferma Wired, sta studiando come utilizzare Oculus Rift nello sviluppo di Plan X, una piattaforma che riproduce reti locali in 3D, rendendo così più facile e intuitiva ogni azione offensiva e difensiva nell’ambito della guerra digitale. Indossando lo schermo, il cyber soldato potrà visualizzare il bersaglio virtuale come se fosse una persona o un edificio.

Stefano Summa

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