Crisi economica e spese sanitarie

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A causa della crisi economica, che ha ridotto le possibilità di effettuare spese, gli italiani stanno trascurando la propria salute della bocca. La professione odontoiatrica, quindi, ha subito notevoli conseguenze, così come l’intero comparto della distribuzione e della produzione. La professione del dentista non è l’unica a subire il forte impatto economico della crisi, ma è bene considerare un fattore d’importanza nazionale: per la collettività del Paese, formare un odontoiatra o un medico ha un costo superiore rispetto ad un laureato in filosofia, commercio, legge, ecc…
Questa situazione desta preoccupazione, sia per il lavoro che viene a mancare agli assistenti alla poltrona, che il patrimonio costruito a fatica negli anni dagli italiani, considerati tra i migliori al mondo nel campo della salute della bocca.
Piuttosto che parlare di “crisi professionale”, però, è più corretto far corrispondere il mutamento ad un declino del modello lavorativo, rispetto ai canoni del passato.
Questa situazione, dovuta a differenti fattori, è più marcata nelle aree del Paese maggiormente industrializzate, che, più di tutte, sono state colpite dalla crisi. Basti pensare al ridotto potere d’acquisto della classe media, tradizionalmente solita recarsi presso uno studio odontoiatrico privato. A destabilizzare ulteriormente la professione del dentista tradizionale è il boom degli studi associati, ovvero le cosiddette “cliniche low-cost”, centri odontoiatrici che dipendo da grandi imprenditori. Puntando all’ottimizzazione di costi e tariffe, queste cliniche lavorano su una clientela molto estesa, acquisendo anche molti clienti dei liberi professionisti.
Quella che può essere definita una “mutazione professionale”, però, colpisce principalmente i dentisti più anziani, poiché i giovani professionisti si adattano con più facilità alla nuova situazione lavorativa. Da ciò, ne deriva un cambiamento anche dello stile di vita dei dentisti che, per mantenere un tenore adeguato, saranno portati a lavorare sempre di più.
Il compito dei giovani professionisti è quello di riuscire a proporsi in maniera sempre più innovativa, per potersi adattare all’incerta situazione economica e tenerle testa.

Giada Guzzon

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