Un lampo da un buco nero

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Il 28 marzo scorso un lampo di raggi X proveniente da un buco nero lontano quasi 4 miliardi di anni luce ha colpito la Terra. Un buco nero è una stella collassata al suo interno. Una stella è il risultato di due forze contrapposte. Una è la gravità dovuta alla sua massa che comprime la materia al punto tale da surriscaldarla a milioni di gradi °C innescando un processo di fusione termonucleare. L’altra è la pressione interna che ne deriva e che tende a farla esplodere. In una stella come il Sole le due forze sono in equilibrio e sarà così ancora per molto tempo. Alla fine però anche il processo di fusione terminerà e la gravità comincerà a prevalere. Il Sole diventerà più piccolo; la sua densità crescerà perché i suoi atomi saranno stretti l’uno contro l’altro. Diventerà così una nana bianca. Se però il Sole fosse leggermente più grande di quello che è; la sua forza di gravità sarebbe tale che la compressione riuscirebbe a rompere il guscio degli elettroni attorno agli atomi e la materia resterebbe solo fatta da nuclei atomici. La sua massa non cambierebbe; perché in un atomo la massa è concentrata nel nucleo; ma le sue dimensioni sarebbero enormemente ridotte. Diventerebbe una stella ai neutroni. Un frammetto di un corpo del genere avrebbe un peso enorme perché costituito solo da nuclei atomici. Basterebbe che una stella come il Sole fosse ancora un poco più grande e neanche i nuclei atomici saprebbero resistere all’enorme pressione della gravità. L’astro collasserebbe in un buco nero. Le sue dimensioni si ridurrebbero a qualche centinaio di metri (oggi il Sole ha un diametro di 1 393 000 Km); ma al suo interno la gravità sarebbe così intensa da trattenere la luce. Il buco nero è quindi una stellina piccola piccola ; dotata di un forte campo di gravità; ma invisibile. Muovendosi nello spazio però il buco nero assorbe materia che; addensandosi; si comprime e si surriscalda con una forte emissione di raggi X prima di scomparire al suo interno. E’ quello che è accaduto tre mesi fa. Il raggio è stato captato dal satellite anglo-italiano Swift. C’è voluto un paio di giorni da parte degli scienziati per stabilire l’origine della misteriosa sorgente. Si tratterebbe di un buco nero in una galassia lontana 3;8 miliardi di anni intento a “divorare” una stella. Un fenomeno avvenuto quindi lontano nel tempo.

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