La chiesa di San Lorenzo sar come la voleva Michelangelo

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FIRENZE – Completare la facciata della basilica di San Lorenzo alla maniera michelangiolesca; ovvero col marmo? Si può fare. E non è più soltanto il pensiero di professori di architettura e storici dell’arte; ma è l’idea; che potrebbe trasformarsi in realtà concreta; del sindaco di Firenze; Matteo Renzi; che; in consiglio comunale; parlando della riqualificazione di San Lorenzo; ha detto che fare la facciata come la voleva Michelangelo «sarebbe un’opportunità interessante». L’idea è stata lanciata nel corso della presentazione in consiglio comunale del masterplan per la sistemazione dell’area di San Lorenzo; storico quartiere fiorentino; sede del tradizionale mercato. Renzi ha sottolineato che; dopo aver realizzato i lavori per riqualificare il quartiere nel suo complesso; «credo sia interessante dare un tocco in più e aprire un dibattito culturale sul progetto della facciata di Michelangelo; quindi non di un archistar di oggi. L’ha fatto nel 1515 e sarebbe bello realizzarlo 500 anni dopo; tra l’altro 150/esimo anniversario di Firenze Capitale. Su questo – ha spiegato – devono decidere i fiorentini anche attraverso una consultazione referendaria». Il sindaco ha auspicato il coinvolgimento dei privati.La facciata— che poi sarebbe ben più di una sfoglia di marmo;ma una specie di palazzotto profondo 6 metri; con tanto di balconata; ostensorio; colonne e statue — fu progettata da Michelangelo nei particolari nel 1515 dopo aver vinto il concorso bandito dal papa Leone X; figlio di Lorenzo il Magnifico.Riassumiamo i fatti.L’idea di far «rinascere» il progetto michelangiolesco non è nuova; anzi. Nel 2006 l’assessore di Palazzo Vecchio Eugenio Giani lanciò l’idea e l’anno dopo un comitato presieduto dallo stesso Giani realizzò le manifestazioni «Suoni e luci»; cioè proiezioni notturne della creazione michelangiolesca sui mattoni della facciata molto efficaci; molto applaudite e ripetute; che entusiasmarono le folle invitate per molte serate a vedere la facciata di San Lorenzo «secondo Michelangelo» . Poi lo stesso Giani; divenuto nel frattempo presidente della Casa Museo Buonarroti; ha pensato di fare un passo avanti. Da qui il comitato di cittadini; imprenditori; albergatori messo su dall’infaticabile Eugenio Giani (oggi presidente del Consiglio comunale e consigliere regionale) che si preparava — sponsor alla mano — a costruire un «effimero» di qualità; cioè una facciata non vera; non di marmo e pietra; ma realizzata con vario materiale di plastica; capace di durare nel tempo parecchi mesi e anni; e magari di essere trasferito poi all’ingresso della città; all’aeroporto; per esempio; come a dare un benvenuto storico ai visitatori. Pochi giorni dopo il salto di qualità; da compiere dopo avere realizzato la facciata di plastica; un passaggio cui sembra sia giunto l’ok del sindaco Matteo Renzi; che avrebbe anche indicato il 2015 come data della realizzazione; nell’ambito della serie di iniziative da prendere per rendere bellezza e prestigio al quartiere di San Lorenzo: creare; ex novo; in marmo quel super ingresso a San Lorenzo che la famiglia dei Medici aveva deciso di far costruire al più famoso di tutti gli artisti; per onorare al massimo quella che per tradizione era considerata «la chiesa della dinastia».Si parla; appunto; di inaugurazione nel 2015; cioè 500 anni esatti dopo la presentazione dell’ultimo schizzo di Michelangelo; e di una presunta spesa di 2 milioni e mezzo di euro offerti in buona parte da sponsor già presenti in scena; a quanto pare; come volonterosi amici di una spettacolare rinascita. Non piace; probabilmente; il progetto; ai conservatori della consolidata fisionomia del quartiere; della piazza assalita; del resto; e da tempo; da colpi di mano e la possibile disponibilità del sindaco Renzi può avere suscitato già opposizioni e incertezza da varie parti; per non parlare dei dubbi di alcuni storici dell’arte che non vedono di buon occhio alcun intervento su prestigiosi esempi di architettura antica. Ma a questi oppositori di fondo si potrebbe rispondere; come già fece in passato la soprintendente Cristina Acidini ricordando che a Firenze già due chiese importanti come la Cattedrale e Santa Croce; hanno facciate «moderne» rispettate dal mondo intero. Ecco; riassunto così lo stato dell’arte; passiamo a un fulmineo ricordo della «non nascita» della facciata di San Lorenzo; e al parere dell’esperto. Inutile ripetere qui che Michelangelo vinse il confronto con grande impegno — i progetti degli altri concorrenti se li mangiava; di quello del famoso Baccio D’Agnolo disse che «è cosa da fanciulli» ! — Comunque compieva compiuti studi e prove approfondite; documentate; disegni e disegni conservati a Casa Buonarroti così come il modello ligneo famoso.Decise lui di ridurre la facciatache voleva fare a un piano rettangolare sormontato da un triangolo più emblematico che architettonico; si mise con impegno a scegliere e far preparare i marmi necessari; trasferendosi per lungo tempo in vista delle Apuane. Delle grandi statue progettate; in verità non si sa nulla; ma ci sono storie precise sulla lavorazione e sulla spedizione delle colonne; per le quali un cavatore perse tragicamente la vita. Poi vennero quei terribili contrordini; la scelta del nuovo papa Giovanni di fare la Biblioteca Laurenziana e la Cappella delle Tombe Medicee piuttosto che la facciata; la decisione del Buonarroti di dedicarsi ai nuovi lavori; l’abbandono dei progetti pur particolareggiati; e delle colonne ora miracolosamente ritrovate.

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