Gli strumenti musicali più strani

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Viaggio nello spazio e nel tempo passando dall’Australia ad Alessandria d’Egitto, dalla Russia all’Italia fino al Giappone

Il didgeridoo, l’organo idraulico, il theremin, il flauto iperbasso e l’Otamatone

La musica, altro linguaggio caro ai pigri e alle anime profonde che cercano lo svago nella diversità dell’occupazione, vi parla di voi, vi racconta il poema della vostra vita.” [Charles Baudelaire, I paradisi artificiali, 1860]

Musica è arte, svago, creatività, espressione, fantasia.
Musica è passione.
Musica è amore.
Numerosi sono i modi e gli strumenti per approcciarsi ad essa; alcuni, tradizionali ed usuali, altri più curiosi ed insoliti, antichi o moderni che siano.
Scoprire che esistono veri e propri artigiani di strumenti originali che, con ingegno e fantasia, forniscono utili consigli e simpatiche dritte su come dedicarsi alla musica in maniera insolita, ci ha spinti a condurre un viaggio immaginario. E così, tra epoche diverse e luoghi più o meno lontani, siamo giunti fin qui, a narrare il nostro diario di viaggio.
Come spesso si è soliti fare prima di partire, decidiamo di raccogliere informazioni, spunti e riflessioni in merito ai luoghi che, immaginariamente, con un pizzico di fantasia, andremo a visitare.
Siamo alla ricerca d’insoliti, poco conosciuti, simpatici, strani e divertenti strumenti musicali.
Per intraprendere la nostra ricerca, ci serviamo del metodo più pratico, comune e veloce che abbiamo a disposizione: Internet.
Ci stupisce quanto la creatività possa essere madre di idee partorite con un po’ d’ironia: diversi video mostrano come i fondoschiena possano essere utilizzati come tamburi.
No, non è esattamente quello che stiamo cercando.
Abbiamo bisogno di strumenti che affascinino, incuriosiscano e stimolino attenzione. Strumenti come il didgeridoo, l’organo idraulico, il theremin, il flauto iperbasso e l’Otamatone.
Ecco, finalmente abbiamo trovato gli strumenti musicali di cui parlare e così, sulla scia de “Ritorno al Futuro”, c’immedesimiamo nel ruolo di viaggiatori nel tempo e partiamo a bordo della macchina del tempo della nostra fantasia.

Giada Guzzon

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AUSTRALIA – Didgeridoo

DIDGERIDOOSiamo in compagnia degli aborigeni dell’Australia settentrionale, in un’epoca talmente lontana che definirla con esattezza risulta impossibile. Tra danze, fuochi e canti, la nostra attenzione viene colta da uno strumento a fiato particolare: il didgeridoo. Affascinati, dal suo semplice, ma decorato, aspetto, notiamo che gli aborigeni non lo utilizzano solo come uno strumento a fiato in cui soffiano e pronunciano parole e suoni, ma anche come percussione, colpendolo con delle bacchette.

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ALESSANDRIA D’EGITTO III sec a.C. – Organo Idraulico

Organo-idraulicoVeniamo catapultati nel periodo ellenico e, seguendo quello che sembra essere il canto di un uccellino, ci ritroviamo a pochi passi dall’ingegnere Ctesibio di Alessandria, inventore del primo strumento musicale a tastiera: l’organo idraulico, antico predecessore del moderno organo a canne. Osserviamo lo strumento che, con il suo elegante aspetto, ci colpisce ed affascina. L’organo idraulico produce i suoni sfruttando l’aria prodotta da un salto d’acqua che aziona una mantice.

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RUSSIA 1919 – Theremin

thereminUn grande salto temporale ci conduce in Russia, nel primo periodo post bellico. Siamo ad un concerto di Lev Sergeevic Termen, creatore di uno strano e “magico” strumento: il Theremin, un antico strumento musicale elettronico. Il modo in cui viene suonato ci colpisce: allontanando ed avvicinando le mani alle antenne poste sopra e a lato di una cassa, contenente tutte le parti elettroniche, viene emesso un fischio, di frequenza diversa in base alla distanza delle mani dalle valvole.

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ITALIA 2000 – Flauto iperbasso

Flauto-IperbassoIl nostro viaggio prosegue in Italia, in un periodo ancora vicino: l’inizio nel “nuovo” millennio. Siamo in un teatro, circondati da una folla in scalpitante attesa. Si apre il sipario ed appare quello che sembra essere un complesso di tubi idraulici: il flauto iperbasso, inventato dal flautista Roberto Fabbriciani. Il tubo dello strumento ha una lunghezza di quindici metri ed il suo ideatore mostra fiero lo strumento più grande mai esistito della famiglia dei flauti.

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GIAPPONE 2009 – Otamatone

otamatoneSiamo sempre più vicini al nostro presente e l’ultima meta del nostro viaggio è il Giappone. È il 2009, siamo a Tokyo e notiamo un cartellone pubblicitario raffigurante un oggetto insolito ed originale. Si chiama “Otamatone” ed ha la forma di una nota musicale con due occhi ed una bocca. La sua funzione non è facilmente intuibile, ma presto scopriamo che questo curioso e stravagante oggetto è uno strumento musicale moderno che, interagendo con esso, emette dei suoni.

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