Dalla Russia per studiare l’italianità
dei biodigestori e delle mozzarelle

0
4318

Una delegazione è giunta da Kazan alla Cia di Alessandria.
Kazan è la capitale della repubblica russa del Tatarstan e sesta città russa per popolazione, e l’inviato si chiama Sergei Chernih: è un tecnologo russo dell’azienda Kozi di Kazan, uno dei più importanti stabilimenti del continente per la lavorazione dei formaggi. In questi giorni è in visita in Italia e ha fatto tappa ad Occimiano, nell’azienda San Martino di Umberto Signorini, per studiare le tecnologie del biodigestore che verrebbe preso ad esempio.

L’azienda russa Kozi, a tre ore di volo da Mosca, che ha 300 dipendenti, conta 6.000 capi di capre allevati, per una produzione di 7 tonnellate al giorno di latte e il risultato di 150 tipi diversi di formaggio. Accompagnati dalla responsabile aziendale marketing Lucetta Rissone della San Martino, Chernih ha fatto visita anche alla Cia di Alessandria dove c’è stato uno scambio di omaggi con il presidente Gian Piero Ameglio e il direttore Carlo Ricagni: formaggetta russa e vini del Monferrato.

Il tecnologo russo ha spiegato che “…in Italia la zootecnia ha strumenti avanzati, e siamo in visita per osservare le tecnologie e migliorare i nostri processi. In particolare, siamo interessati alla produzione circolare del biogas, all’alimentazione per bambini e alla produzione di mozzarella. Abbiamo imparato in Italia a fare la ricotta, ora ne produciamo 25 tonnellate al mese; nel vostro Paese abbiamo anche comprato i macchinari che utilizziamo nei nostri stabilimenti”.

La visita Italiana di Sergei proseguirà a Salerno, per osservare e imparare la lavorazione della mozzarella.

Print Friendly, PDF & Email