Confagricoltura Alessandria e Piemonte sul Programma di Sviluppo Rurale (PSR): sono escluse troppe aziende

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Le misure di attuazione del PSR registrano una serie di criticità che rendono estremamente problematica l’adesione ai finanziamenti da parte delle imprese agricole. Confagricoltura Alessandria e Piemonte, nel corso della riunione del Tavolo Verde che si è svolta mercoledì scorso all’assessorato regionale all’Agricoltura ha avanzato una serie di proposte che verranno approfondite tecnicamente in successivi incontri, il primo dei quali è già stato convocato per martedì prossimo 4 ottobre.

All’assessore Ferrero – dichiara Luca Brondelli di Brondello, presidente di Confagricoltura Alessandria e vicepresidente  regionale di Confagricoltura – abbiamo evidenziato preliminarmente come sia assolutamente inadeguata la dotazione finanziaria per le misure attivate e come molte, troppe, aziende restino di fatto escluse dai finanziamenti. È perciò indispensabile e urgente – ha aggiunto Luca Brondelli – che la Regione, in taluni casi, integri le risorse assegnate e, in altri casi, attivi con tempestività nuovi bandi”.

Per Confagricoltura l’urgenza di aprire un nuovo bando vale soprattutto per l’operazione 6.1.1 (insediamento giovani) e per la collegata operazione 4.1.2 (investimenti nelle aziende agricole condotte da giovani). “Ciò – spiegano i tecnici di Confagricoltura – è dettato dal fatto che i giovani esclusi dall’attuale graduatoria sono già insediati da alcuni mesi ed entro un anno devono poter presentare una nuova istanza. Inoltre, alcuni di essi compiranno 41 anni entro breve termine, età raggiunta la quale non è più possibile accedere al sostegno giovani del PSR”.

Situazione compromessa anche per l’operazione 10.1.1 (produzione integrata), per la quale si evidenzia come la stragrande maggioranza delle istanze presentate risulti collocata nella parte non finanziabile della graduatoria e quindi esclusa dai benefici del PSR. “Si è così mancato di cogliere l’obiettivo proprio delle misure agroambientali – evidenzia Confagricoltura –  che è quello di indurre le aziende ad adottare comportamenti virtuosi, specie nelle aree dove le criticità ambientali legate all’uso dei fitofarmaci e dei fertilizzanti sono maggiori. Un elemento che desta particolare preoccupazione è rappresentato dal fatto che non possono accedere ai premi molti giovani insediati e numerose aziende aderenti alle misure agroambientali da oltre vent’anni. Se tale situazione dovesse rimanere invariata, si rischierebbe di bloccare un processo virtuoso, proprio in un momento in cui agricoltori e cittadini dimostrano sempre maggiore sensibilità nei confronti della sostenibilità ambientale”. Proprio in ragione di queste considerazioni Confagricoltura ha chiesto di destinare, fin da subito, più risorse alla misura, procedendo ad una rapida revisione della tabella finanziaria del PSR con una forte decurtazione dei fondi destinati all’operazione 2.1.1 (servizi di consulenza), che in nessuna Regione italiana è sinora stata attivata e difficilmente lo sarà, a causa delle incertezze procedurali derivanti dalla pretesa dell’Unione Europea di applicare alla misura le regole restrittive della normativa sugli appalti pubblici.

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