Cermelli, ATM: Pagamenti dipendenti regolari e 10 nuovi autobus, per fare meglio pagateci i crediti

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L’Azienda dei trasporti pubblici ATM, così come le altre partecipate del Comune, a partire da AMIU è stata messa in grave difficoltà dai mancati pagamenti da parte della precedente Amministrazione, a questo si è aggiunto il problema dei consistenti tagli dei trasferimenti effettuati da Regione Piemonte e Comune in questi ultimi due anni.
Una situazione che avrebbe da tempo portato al fallimento qualsiasi azienda privata, si è quindi reso necessario da parte del nuovo management, il Presidente Gian Franco Cermelli e l’Amministratore delegato Ezio Bressan (che a quanto risulta hanno operato di comune intesa), praticare una serie di tagli nei costi, unitamente ad interventi mirati a determinare economie di scala e con l’accordo delle parti sindacali ricorrere alla cassa integrazione. Una gestione aziendale attenta ed efficiente che sta dando i primi risultati, infatti da gennaio 2014 i pagamenti degli stipendi e i versamenti dei contributi sono tornati regolari, da settembre 2014 entreranno in funzione 10 nuovi autobus euro 6 e in seguito anche alcuni mezzi elettrici per il centro, inoltre sono previste altre iniziative finalizzate a migliorare le entrate e il servizio, relativamente a questi argomenti e su molto altro ne abbiamo parlato con il Presidente dell’ATM Gian Franco Cermelli, questi contenuti dell’incontro:
Cermelli. quali sono i dati salienti del bilancio 2013?
I dati ufficiali si avranno a fine Marzo e chiaramente rispecchieranno un’annata difficile per l’azienda, che ha dovuto subire tagli per 3.500.000 euro da parte del comune di Alessandria e 800.000 euro dalla Regione Piemonte nonché sobbarcarsi più di 1.000.000 di euro per sanzioni e interessi relativi a mancati pagamenti di imposte e contributi previdenziali degli scorsi anni. A fronte di ciò i primi risparmi si sono avuti solo da ottobre in avanti e quindi è chiaro che ci troveremo di fronte ad un Bilancio in perdita ma con la speranza che questa sia comunque inferiore ai tagli subiti. Grazie alle iniziative adottate e a quelle in corso siamo fiduciosi che una vera e propria inversione di tendenza si avrà nel 2014.
A marzo è ripartita la cassa integrazione quanti dipendenti riguarda e in quale ruolo?
Dopo una prima applicazione della Cassa integrazione nell’ultimo bimestre dello scorso anno, attualmente e sino al 31 Marzo è prevista la cassa integrazione al 100% per due dipendenti, al 25% per i settori degli Ausiliari del Traffico e dei Cassieri e per tutto il restante personale due giornate al mese e cioè circa il 10%.
Finalmente è iniziata un operazione contro gli abusivi, come si svolge e con quali risultati?
Una delle principali problematiche, questioni economiche a parte, riscontrate dall’insediamento è stato studiare interventi che contrastassero l’evasione dal pagamento dei biglietti sugli autobus e pertanto nel dicembre scorso si è pensato di ridurre la cassa integrazione agli autisti creando un gruppo di circa 15 persone denominati “addetti alla clientela” che facessero dei turni sugli autobus per vendere i biglietti a coloro che non ne erano in possesso al prezzo di euro 1,50 contro l’1,20 delle tabaccherie. Chi non acquista il biglietto o paga la multa o scende alla prima fermata. Ciò ha prodotto, dal 10 dicembre al 31 dicembre scorso, la vendita sui bus di 2.500 biglietti con un introito di 3.750 euro e dai dati che abbiamo nei primi mesi del 2014 un aumento della sottoscrizione degli abbonamenti.
A che punto è l’acquisto dei nuovi mezzi meno inquinanti?
E’ in corso la gara per l’assegnazione della fornitura di nuovi 10 mezzi Euro 6 e contiamo di avere materialmente i mezzi a disposizione entro settembre. Inoltre la Regione sta ultimando le procedure che ci consentiranno di poter partecipare all’assegnazione di alcuni mezzi elettrici da adibire alle vie del centro. Dovrebbero esserci garantiti almeno due mezzi e l’installazione di due punti per la ricarica degli stessi.
I pagamenti e i contributi dei dipendenti ora sono regolari, possiamo dire che la situazione si sta avviando verso la normalità?
E’ chiaro che con crediti nei confronti del Comune e della Regione di circa 25 milioni di euro i nostri debiti sono altrettanti e che la difficoltà di disporre di liquidità è stata ed è tutt’oggi uno dei principali problemi per l’azienda. E’ pur vero che alcune operazioni adottate come ad esempio la Cassa integrazione, l’internalizzazione di alcune attività, la soppressione del posto del direttore, le misure contro l’evasione ecc. hanno portato ad alcune economie e qualche maggiore introito per l’azienda ma permane comunque una situazione molto difficile. Una maggiore regolarità nei trasferimenti da parte della Regione e del Comune a partire dagli ultimi mesi del 2013 ci hanno comunque permesso di onorare le necessità più immediate. Dato da non sottovalutare il fatto che per la prima volta dal nostro insediamento siamo riusciti a gennaio e febbraio 2014 a versare per intero imposte e contributi previdenziali. Sarebbe importante continuare ad avere questo flusso di liquidità costante che ci possa permettere di non creare nuovi debiti e di onorare i piani di rientro messi in atto.
Da quanto risulta c’è in corso un contenzioso con il Comune, c’e ne vuole parlare?
E’ in corso un contenzioso con il comune di Alessandria relativamente al discorso COSAP ovvero per l’occupazione suolo delle aree adibite a parcheggi in quanto l’azienda sostiene non sia corretto il sistema di calcolo della stessa. Infatti, a fronte di un contratto unico e globale su tutto il territorio del comune vorremmo che lo sconto fosse applicato come da regolamento (oltre i 1000 metri quadrati di occupazione è dovuto solo il 10%) su tutta la superficie, invece di fare scattare la soglia ogni volta piazza per piazza e via per via con una differenza sostanziale di imposta di più di 1.000.000 di euro. A ciò va aggiunto che la sosta è pagata per dodici ore giornaliere dalle 8.00 al 20.000 con un’occupazione reale solo del 50 per cento. In Piazza Garibaldi inoltre per una giornata intera e altre due mezze giornate è occupato dagli ambulanti del mercato che per tale periodo corrispondono la loro quota di occupazione che viene comunque richiesta per intero anche ad ATM. Dal comune sono stati rilasciati negli scorsi anni ai residenti permessi di sosta in un numero circa uguale se non addirittura superiore a quello per i quali la stessa ATM paga la COSAP e a prezzi inferiori a un quinto rispetto all’imposta dovuta mediamente per ogni stallo dall’azienda. Se per assurdo tutti i titolari di permesso avessero lasciato la loro auto ferma costantemente nello stallo loro assegnato ATM pur pagando la COSAP non avrebbe avuto a disposizione nessun parcheggio tranne piazza libertà, Via Parma e Rovereto grazie alle barriere per l’accesso e per l’uscita. Inoltre dalle informazioni assunte non ci risulta, per lo meno in Piemonte, alcun altro comune che applichi l’imposta alla propria partecipata, tenendo anche conto che ATM deve pagare lo stipendio degli Ausiliari del Traffico e che le multe dei divieti di sosta, (circa 800.000 euro annui) vengono riscosse per intero dal comune. Non ultima nota stonata il fatto che nonostante l’enorme credito vantato dall’azienda nei confronti del comune, che crea sanzioni e interessi per mancati pagamenti, si debba vedere applicare sanzioni e interessi anche da ASPAL per la Cosap dovuta al comune. Confidiamo comunque che la vertenza in corso possa fare un po’ di chiarezza sull’argomento.
Rita Rossa afferma che ATM deve migliorare il servizio, lei cosa risponde?
Sono perfettamente d’accordo con il sindaco di Alessandria quando dice che i servizi vanno migliorati, certo che la situazione dei mezzi è quella che è e che i tagli portano a una riduzione e non ad un aumento dei servizi e nonostante si cerchi di operarli con raziocinio qualche disagio al cittadino lo portano. Stiamo acquistando una decina di mezzi nuovi e se cominciassero anche ad arrivare una parte dei crediti che l’azienda vanta qualcosa potrebbe cambiare. Per ora possiamo solo ringraziare tutto il personale dell’azienda che con attaccamento al proprio lavoro e grande senso di responsabilità nonostante la Cassa integrazione e le problematiche che giornalmente dobbiamo affrontare cerca di dare un servizio che nelle condizioni in cui operiamo sia comunque il più dignitoso possibile.

Pier Carlo Lava

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