Terzo Valico: dalla Libarna emergono reperti

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Dopo la giornata controversa del 5 aprile, nella quale la vicenda del Terzo Valico è salita alla ribalta nazionale per gli scontri al cantiere di Radimero tra la polizia e i partecipanti al corteo di protesta, non si sono fermate le iniziative degli oppositori alla grande opera. Il 13 aprile, infatti, si è svolta un’altra manifestazione a Pozzolo Formigaro, nel corso della quale sono state abbattute le reti di recinzione del cantiere presso Cascina Romanellotta. A sorpresa, quasi contemporaneamente, la stessa azione è stata ripetuta al cantiere di Serravalle Scrivia. Il 25 aprile le reti sono cadute nuovamente alla Romanellotta e a Moriassi di Arquata Scrivia. Iniziative del genere, intraprese più volte in passato, sono state ritenute meritevoli d’indagine da parte della Procura della Genova. I pm liguri hanno messo sotto inchiesta ventuno manifestanti (si prevede che possano essere coinvolte altre cinque persone) per danneggiamento aggravato. Messa in moto da una denuncia presentata da una delle aziende incaricate dal Cociv, la Procura si è concentrata su sei episodi accaduti tra il Piemonte e la Liguria, che avrebbero procurato, secondo una prima stima, circa centocinquantamila euro di danni.
Intanto, su NoTavTerzoValico.info, il comitato di Arquata ha denunciato con alcune foto lo spostamento di alcuni possibili reperti archeologici della Libarna antica, situati a Radimero, da parte degli operai dell’azienda che vi lavora, prima che la Sovrintendenza abbia ancora espresso un parere ufficiale su di essi. Sullo stesso sito, esponenti del movimento di Novi Ligure hanno documentato lo svolgimento di un’attività di bonifica degli ordini bellici senza le dovute precauzioni in termini di recinzioni a perimetro e cartellonistica d’avvertimento. Questi episodi denotano l’intenzione del Cociv di accelerare il più possibile con i lavori, confermata dalle indiscrezioni circolate su organi di stampa a riguardo della galleria del tunnel di valico a Voltaggio. Il general contractor vorrebbe completare questo progetto entro la fine dell’anno e, per farlo, vorrebbe impegnare gli operai a scavare tra i due e i quattro metri al giorno per cinque giorni la settimana, con doppi turni. Sarebbe prevista per maggio la possibilità di stabilire tre turni nel fine settimana, occupando il cantiere per ventiquattro ore.

Stefano Summa

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