Le proposte per ATM

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I sindacati auspicano: pubblicità sui biglietti e zero costi per consulenze

Il ritorno dei bigliettai e il reinserimento dei cassaintegrati

Prosegue il calvario dell’ATM, l’azienda dei trasporti alessandrina che dalla dichiarazione del dissesto finanziario si trova sul baratro del fallimento. In occasione dell’ultima Commissione Bilancio svoltasi a Palazzo Rosso, gli amministratori locali hanno incontrato ancora una volta le parti sociali per discutere il futuro della municipalizzata che, se non venisse salvata, rischierebbe di privare Alessandria del servizio autobus, almeno fino ad un nuovo accordo con un’azienda che opera nel settore dei trasporti. Per far quadrare i conti, i sindacati hanno avanzato tre proposte che per ATM potrebbero tracciare il risanamento: l’utilizzo dello spazio sito sul retro dei biglietti per la pubblicità, l’annullamento dei costi di consulenza esterna, e l’impiego di 14 cassieri a bordo dei mezzi per la vendita dei titoli di viaggio. I rappresentanti sindacali hanno inoltre chiesto lo stop della cassa integrazione per i 40 dipendenti interessati, proponendone il reinserimento all’interno dell’organico aziendale ma con lo stipendio dimezzato per i prossimi due mesi. Il presidente della municipalizzata, Gianfranco Cermelli, ha risposto che, considerati i 6,2 milioni di disavanzo con i quali ATM ha chiuso l’esercizio 2013, l’attivazione della cassa è obbligatoria, aggiungendo che questa rimarrà finanziabile dalla Regione Piemonte fino al 31 agosto, dopodichè, a partire da settembre, la normativa verrà modificata. L’amministratore delegato Ezio Bressan, presente all’incontro, ha comunque voluto essere positivo per il futuro indicando nell’Expo una possibilità di rilancio per l’azienda.

Marcello Rossi

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