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venerdì, Gennaio 21, 2022

Pensiamo ai bambini stressati dal Covid

Se è vero che il Covid è stato meno crudele con i bambini, è innegabile il loro coinvolgimento e stravolgimento in un anno che non dimenticheremo mai. Il dottor Enrico Felici responsabile della Pediatria e del Pronto Soccorso Pediatrico dell’Ospedale Infantile di Alessandria ha fotografato la realtà prima, durante e dopo la pandemia.

Bambini e Covid, cosa è successo?

Durante la prima ondata sembrava quasi di essere indenni ma nell’autunno scorso abbiamo anche noi dovuto combattere con il virus, tanti casi di positivi al tampone ma per fortuna soltanto qualche decina ha avuto bisogno del ricovero, quasi tutti, comunque, con una sintomatologia più lieve e diversificata rispetto agli adulti.

Come per l’influenza anche per le malattie esantematiche c’è stato un calo?

Gli accessi per tutte le malattie infettive si è più che dimezzato, basti pensare che in autunno abbiamo avuto un solo caso di bronchiolite che di solito interessa un gran numero di pazienti; il distanziamento, le scuole chiuse, l’uso della mascherina hanno fatto sì che anche gli altri virus non circolassero ma tutto ciò ha avuto un prezzo molto alto che i bambini hanno pagato.

Si riferisce al disagio psicologico?

La mancanza di socialità e scolarità ha generato un disagio con l’incremento delle patologie da stress ed ansia, non soltanto negli adolescenti maggiormente colpiti ma anche nei più piccoli. Ora dovremmo prendercene cura a livello psicologico e gli aiuti sul territorio vanno assolutamente potenziati.

Da qualche tempo si parla di una maggiore incidenza delle malattie autoimmuni come il diabete, qual è la situazione?

I casi di diabete mellito di tipo 1 non sono aumentati, parliamo di 20 esordi all’ anno, ma come altre patologie autoimmuni quali la celiachia, alcune patologie della tiroide, la colite ulcerosa o il morbo di Crohn, l’insorgenza è anticipata, anche in bambini che hanno un solo anno di vita. Scientificamente c’è un’anticipazione nella storia naturale della malattia e dall’altro lato c’è una maggiore conoscenza e possibilità di diagnosi precoce sul territorio.

E’ una vita compromessa quella del bambino diabetico?

Assolutamente no, il diabete mellito di tipo 1 è una malattia cronica, ma oggi grazie alla ricerca e alle nuove tecnologie (sensori per il monitoraggio glicemico e microinfusori in grado di mimare la secrezione fisiologica di insulina), la qualità della vita è certamente garantita agli stessi livelli dei coetanei.

Come è cambiata la pediatria negli anni?

La pediatria è diventata sempre più specialistica con varie branche in seno ad essa, quindi si parla di nefrologia pediatrica, gastroenterologia pediatrica, cardiologia pediatrica e così via. In tal senso l’Ospedale Infantile è un punto di riferimento per tutto il territorio del basso Piemonte, abbiamo potenziato proprio la specialistica e siamo sempre più un polo per le patologie ad elevata complessità.

E la ricerca?

La ricerca ora è una realtà per Alessandria, per esempio, solo per il 2020 abbiamo al nostro attivo 18 pubblicazioni scientifiche come unici autori o in co- partecipazione con altri Centri pediatrici nazionali ed esteri. Facciamo parte della rete di formazione della scuola di specialità di Pediatria e Neonatologia dell’Università del Piemonte Orientale ed è un’occasione straordinaria per formare i futuri medici.  Dico sempre ai colleghi che non basta lavorare bene dobbiamo fare ricerca perché ne consegue l’aggiornamento, la crescita professionale e la salute del paziente.

Fausta Dal Monte

 

Fausta Dal Monte
Giornalista professionista dal 1994, amante dei viaggi. "La mia casa è il mondo"
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