Alessandria, così non va! La stagione comincia male e il percorso è in salita

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La formazione dell'Alessandria che ha iniziato la gara persa 3-0 con il Livorno (foto Neri)

Non ci siamo, proprio non ci siamo. Dopo tre partite giocate l’Alessandria è terzultima, staccata di 8 punti dalla vetta. Che chi sta lassù non sia magari il rivale principale per la promozione è forse una realtà, ma sta di fatto che la Robur Siena sarà il prossimo avversario dei Grigi, domenica prossima alle 16.30 allo stadio ‘A. Franchi’, e i numeri delle due squadre sono radicalmente opposti: tre vittorie e un pareggio per i bianconeri toscani, con 6 gol fatti e 2 subìti, due pari e una sconfitta per i grigi piemontesi con 2 gol segnati e 5 incassati. Perché? Difficile dirlo. L’allenatore è nuovo di qui e di là, sul mercato entrambe le squadre hanno movimentato molto in entrata e uscita, il Siena più dell’Alessandria. Eppure i risultati sono opposti. Va detto anche, ad onor di cronaca, che la squadra di Stellini ha giocato una gara in meno, quindi i punti potenziali di distacco sono 5 e non 8, ammesso che però che l’Alessandria quella gara la vinca. Così come il Livorno, se dovesse vincere il recupero con la Lucchese di dopodomani, salirebbe in testa a 10 punti; e lì la differenza non sarebbe solo teorica, perché lo scontro diretto di Vercelli ha detto che, in questo momento, non c’è partita.

Le ammissioni di responsabilità di Stellini e Sensibile sono state chiare, passando dal “Provo vergogna” del tecnico al “Non si cambia allenatore” del ds, dal “…ho scelto gli  interpreti sbagliati per questa partita…” di chi sta in panchina al “…dobbiamo essere incudine e incassare gli insulti…” di chi fa mercato.
Onestà, coerenza, coraggio di metterci la faccia. Bravi. Ma i giocatori? Hanno capito poco del nuovo tecnico? Oppure tirano a campare guardando come va? Perché lo sanno bene che, se le cose continuano ad andare male, l’unico che paga è l’allenatore.
E poi non si capisce l’evoluzione tattica della squadra: ha lavorato per 1 mese e mezzo sul 4-4-2, senza stravolgere lo schema dell’anno scorso, ha giocato così le due gare di TIM CUP, poi, all’improvviso, la virata sul 3-5-2, definito “progetto chiaro”.
Peccato che le tre gare di campionato abbiano mostrato quanto i giocatori che ci sono siano abbastanza ‘alieni’ a questo modulo, raddrizzando il risultato negli ultimi minuti contro due avversari di piccolo calibro e rimediando una figuraccia contro una ‘big’ di categoria.
Ma non è una ‘big’ anche l’Alessandria?

Certo le scorie della stagione scorsa sono ancora tante, e pesano. Ma non è coccolando e viziando i calciatori che si risolvono i problemi, né continuando a chiudere le porte degli allenamenti, quasi che pochi tifosi e qualche giornalista fossero il problema.
Questa potrebbe essere una settimana decisiva per il futuro dell’Alessandria 2017-2018: ci vuole una reazione, e se ci sarà stata lo dirà soltanto il risultato di Siena.

 

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