Acqui, polizia locale e questuanti

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A seguito delle numerose lamentele da parte della popolazione acquese per il crescente comportamento invadente da parte di cittadini extracomunitari dediti all’accattonaggio, in modo particolare nei parcheggi dei supermercati e nelle vie cittadine durante lo svolgimento del mercato settimanale, il Sindaco Enrico Silvio Bertero e l’Assessore Renzo Zunino hanno dato disposizione affinché la Polizia Locale intensificasse i controlli finalizzati alla verifica della sussistenza dei requisiti di legge circa la presenza sul territorio di questi soggetti.

Dal lavoro svolto dagli Agenti Municipali è emerso quanto segue:

  • 9 persone erano prive di requisiti. A loro carico è stato compilato invito, a sensi art. 15 T.U.L.P.S., alla presentazione in Questura presso l’Ufficio Immigrazione. Le 6 persone che non vi hanno ottemperato sono state contravvenute a sensi Legge 689/81;

  • 4 persone sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria per inottemperanza ai disposti del Foglio di Via emesso dal Questore;

  • per 3 persone è stato proposto al Questore l’emissione del Foglio di Via;

  • 21 persone risultavano in regola con i documenti;

  • 39 persone hanno mostrato documenti attestanti la loro situazione di rifugiato politico in attesa di regolarizzazione.

È su questi ultimi che si intende focalizzare l’attenzione.

Essi hanno permessi provvisori rilasciati da Questure di varie Città italiane e circolano indisturbati, spesso in spregio alle comuni regole della convivenza, in condizioni personali a volte precarie e quasi sempre sprovvisti di documenti originali in quanto trattenuti dalle cooperative/associazioni, o similari, che si occupano, o dovrebbero occuparsi, della loro cura. Tali organismi trattengono il documento originale dei rifugiati, forse per poter dimostrare il proprio diritto a ricevere i sussidi previsti dallo Stato, non vigilando sulle condizioni e, in molti casi, addirittura sull’effettiva presenza nella struttura del rifugiato stesso.

Abbandonato il centro di assistenza che avrebbe dovuto occuparsene, i rifugiati devono necessariamente procurarsi il denaro sufficiente a sopravvivere; è ovvio che, in una situazione come quella fino a qui descritta, questa necessità legata alla sopravvivenza diventi quasi sempre impellente, causando in troppi casi un aumento dell’aggressività di queste persone. Infatti, può capitare che essi arrivino a forzare le richieste di denaro sino a spingersi al contatto fisico, soprattutto quando si trovano a che fare con persone considerate più “deboli”.

Questa Amministrazione ha sollevato più volte presso le Istituzioni competenti questa problematica, invitando Enti interessati e singoli Cittadini ad un’analisi a 360 gradi, proprio sul sistema che oggi regola l’accoglienza delle persone provenienti da Stati esteri in cui le condizioni di vita siano precarie. “E’ utile – ritiene il Sindaco Bertero – che questa importante riflessione coinvolga tutti, non solo le Forze dell’Ordine che presidiano il territorio, troppo spesso ultimo anello di questo rapporto non corretto con i profughi. Indispensabili, poi, ulteriori ragionamenti e valutazioni, che devono essere effettuati rispetto alle strutture che sono state individuate per ospitare i profughi/rifugiati e, soprattutto, rispetto alla normativa che regola questa attuale e pressante questione e prescrive per le citate strutture obblighi troppo limitati nei confronti dello Stato e della Società civile.”

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