Non solo crisantemi ma anche ciclamini, viole del pensiero e camelie

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La festività di Ognissanti e la ricorrenza del 2 novembre conferma il legame con una celebrazione che resta tra le più radicate della tradizione nazionale.

Anche quest’anno saranno in molti coloro che si recheranno al cimitero portando, come tradizione, un fiore o una pianta, in maggioranza acquistata da un fioraio di fiducia piuttosto che sul posto: dai classici crisantemi alle sterlizie, dalle gerbere ai ciclamini, dalle rose alle viole del pensiero fino al verde ornamentale da reciso, in bouquet o in vasi.

Tra i fiori più adatti per la commemorazione si possono scegliere il crisantemo, letteralmente “il fiore d’oro”, usato sia in vaso che reciso, che al di fuori dei confini nazionali è anche simbolo di gioia e prosperità. Non manca poi il ciclamino, che si produce da settembre e fin dopo le festività natalizie, e che simbolicamente allontanerebbe venti malefici e nefasti. Ma anche la classica ed intramontabile rosa, simbolo di affetto profondo ed eterno.

E’ opportuno però non fare acquisti di impulso, ma verificare e mettere a confronto i diversi prezzi sul mercato.

“E’ triste, infatti, vedere nei cimiteri italiani fiori di plastica e piante finte. L’auspicio è che le prossime Festività dei Defunti segnino il ritorno al verde naturale e siano celebrate con piante e fiori veri e non con prodotti di plastica che non scaldano il cuore ed il ricordo dei nostri Cari” , ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco.

Il crisantemo continua ad essere il dono preferito in occasione del 2 novembre, con steli recisi e in vaso donati nelle diverse forme (pon pon, a dalia, a fiore grande, ad anemone, a margherita e spider) con uno o più fiori per stelo e nei diversi colori classici (giallo, bianco, fucsia) ma anche nei nuovi colori di tendenza “bruciati”, dal marrone al porpora al verde.

“Ma, non solo crisantemi per i nostri Cari, anche ciclamini, molto resistenti in autunno, la viola del pensiero o l’erica, senza dimenticare la camelia sasanqua che fiorisce da settembre a gennaio-febbraio. – ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Rampazzo – Inoltre, la stragrande maggioranza di coloro che usufruiranno del “ponte di Ognissanti” coglieranno l’occasione non solo per rendere omaggio ai propri cari ma anche per trascorrere un po’ di tempo all’aria aperta prima di rassegnarsi alle buie giornate invernali”.

E per conservare al meglio i fiori recisi dopo l’acquisto, si consiglia di cambiare l’acqua nei vasi ogni due o tre giorni e di tagliarne il gambo, ma anche di aggiungere ogni litro d’acqua un cucchiaio da caffè di varechina e 40 grammi di zucchero per conservarlo al meglio per una settimana, oppure con una dose calibrata (leggere le indicazioni) di nitrato d’argento.

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