Giovedì 23 gennaio, 23° giorno dell’anno, 4^ settimana. Alla fine del 2020 mancano 343 giorni (bisestile)

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Il celebre dipinto "Olympia", uno dei grandi capolavori di Édouard Manet

FRASE DEL GIORNO – La lettura rende un uomo completo, la conversazione lo rende agile di spirito, la scrittura lo rende esatto. (Francesco Bacone)

SANTI DEL GIORNO – Sant’Emerenziana (Vergine e Martire), Sant’Ildefonso (Idelfonso) da Toledo (Vescovo), Sant’Amasio (Vescovo), San Maimbodo.

EVENTO DEL GIORNO – Nel 1932 uscì la prima Settimana Enigmistica.
Dall’America passando per Vienna. Lungo questa direttrice sbarcò in Italia la mania di cruciverba e rebus, entrando tutti i fine settimana nelle case di milioni di italiani. Ebbe inizio così la storia della “Settimana Enigmistica”, cioè la “rivista di enigmistica prima per fondazione e per diffusione” (oggi, 23 gennaio 2020, esce il n. 4583). Oltre alle tradizionali ‘parole crociate’, proposte nelle diverse varianti, ai ‘rebus’, propose anche molti ‘passatempi’ basati sullo spirito di osservazione, spazi di ‘notizie e curiosità’ e ‘quiz’ di cultura generale. A partire dal 2005 fu introdotto anche il ‘sudoku’. Dal 2 gennaio 2014 uscì ufficialmente il giovedì, come scritto in copertina (prima usciva il sabato, seppur distribuita 2 giorni prima). Dall’estate 2014 è scaricabile in digitale su tablet iOS/Android.
Per il periodo di ‘EXPO 2015′, ogni 2-3 settimane propose giochi dedicati al tema alimentare. L’11 luglio 2019 si aggiunse “Il Weekend Enigmistico”, che con cadenza quindicinale esce ogni sabato e si può acquistare insieme alla ‘Settimana’.
Per decenni fu il prodotto-tipo per le famiglie italiane di cultura media e medio-alta, acquistata in edicola con quotidiani e riviste. La “Settimana Enigmistica” ebbe anche una connotazione alessandrina: per decenni, infatti, il vignettista ‘BORT’, alessandrino d’adozione, pubblicò il disegno de “Le ultime parole famose”.

NATI FAMOSIStendhal (1783-1842), Francia, scrittore. Annoverato tra i maggiori scrittori francesi dell’800, le sue opere figurano tra i classici della letteratura europea.
Nato a Grenoble come Marie-Henri Beyle, scelse lo pseudonimo ‘Stendhal’, ispirandosi al mondo dell’arte, ricalcando la città tedesca Stendal dove nacque lo storico dell’arte Johann Joachim Winckelmann. Orfano di madre e insofferente al bigottismo del padre, sposò l’impresa napoleonica, arruolandosi nell’esercito e combattendo in Italia, Germania e Russia. Innamorato del ‘Bel Paese’ e del suo patrimonio artistico, ci visse a lungo e vi ambientò uno dei due suoi romanzi più noti: “La Certosa di Parma”.
L’altro, “Il rosso e il nero”, è uno dei capisaldi della letteratura e modello ante-litteram del romanzo psicologico europeo. La prosa di Stendhal, d’impronta realista, si caratterizzò per uno stile essenziale e una marcata sensibilità romantica. Morì a Parigi nel 1842.

Édouard Manet (1832-1883), Francia, pittore. Grande maestro della “pittura all’aperto” (‘en plein air’), fatta di pennellate rapide, vivacità di colori e resa naturalistica della luce, anticipò la corrente impressionista. Nato a Parigi e morto nella stessa città, benché ostacolato dalla famiglia portò avanti le sue aspirazioni artistiche, studiando pittura prima presso Thomas Couture e poi presso Leon Bonnat, di cui seguì le lezioni all’Academie.
Qui strinse amicizia con letterati come Zola e Mallarmè e con i futuri impressionisti, da Degas a Renoir, da cui poi prese le distanze. Le sue opere realizzate ai giardini delle ‘Tuileries’, alle spalle del Louvre, crearono scandalo e diedero un tratto distintivo alla sua produzione. Molto celebri i suoi dipinti ‘Colazione sull’erba’ e ‘Olympia’.

Jože Plečnik (1872-1957), Slovenia, architetto. Allievo di Otto Wagner a Vienna e poi suo collaboratore, aderì insieme con lui alla ‘secessione’: attivo in patria, in Austria, a Praga (chiesa del Sacro Cuore) e a Belgrado (chiesa di Sant’Antonio da Padova), dal ’21 fu professore di architettura a Lubiana e progettò edifici e monumenti per la sua città (tra cui il cimitero di Žale). Il suo progetto per il palazzo del parlamento sloveno (la’ Cattedrale della libertà’), mai realizzato, compare sulla moneta da 10 cent slovena. Dopo la guerra Plečnik cadde in disgrazia nella Jugoslavia comunista, poiché il suo attaccamento all’architettura classica e il suo cattolicesimo erano visti con sospetto. Il suo ruolo di insegnante all’università fu ostacolato e ricevette minori commesse, ma riuscì a completare piccoli monumenti, fontane e restauri di chiese anche negli anni ’50. Progettò però la residenza estiva di Tito (Isole Brioni) e alla morte ebbe i funerali di stato a Žale.

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