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La Venere di Milo, trovata l'8 aprile 1820, è conservata al Louvre di Parigi

FRASE DEL GIORNOLa moneta non è solo uno strumento economico, è anche uno strumento di propaganda e d’informazione. (Alberto Angela)

SANTI DEL GIORNO – San Dionigi di Corinto (Vescovo), San Walter (Gualtiero) di San Martino di Pontoise (Abate – celebrato anche il 23 marzo), Sant’Amanzio di Como (Vescovo), Santi Erodione, Asincrito e Flegone (Discepoli di San Paolo).

EVENTO DEL GIORNO – Nel 1820 fu scoperta la Venere di Milo. Non è soltanto una delle più celebri sculture della civiltà greca, ma per molti incarna l’ideale classico dell’eleganza e della sensualità femminile, e come tale è stata celebrata nel cinema.
La nave ‘Chevrette’ sbarcò sull’isola di Milos, arcipelago delle Cicladi, e nella zona del capoluogo Plaka l’ufficiale Olivier Voutier trovò il contadino Yorgos Kentrotas, che scavava per cercare pietre da utilizzare per la sua casa. L’area si trovava a ridosso di un antico teatro greco e ciò fece supporre a Voutier che lì sotto potessero trovarsi resti antichi.
E infatti l’8 aprile affiorò un busto di donna, privo di entrambe le braccia. L’uomo fu esortato a scavare ancora: lì vicino venne dissotterrata l’altra metà della statua, con le gambe coperte da un drappeggio e un basamento. E l’iscrizione sotto il basamento la fece attribuire allo scultore Alessandro di Antiochia. Scolpita in marmo pario, alta 202 cm, senza più il basamento originale, la “Venere di Milo” è conservata al Louvre di Parigi.

NATI FAMOSI – Jacques Brel (1929-1978), Belgio, cantautore. Tra i maggiori compositori del ‘900, la forza evocativa dei suoi testi ha ammaliato innumerevoli star della musica di ieri e di oggi. Iniziò a suonare nei cabaret di Parigi e tra la fine degli anni ’50 e gli anni ’70 raggiunse il successo (13 album). Apprezzato come attore e regista teatrale, lasciò celebri brani, su tutti “Ne me quitte pas”, reinterpretata e tradotta da artisti come Céline Dion, Nina Simone, David Bowie e gli italiani Gino Paoli, Patty Pravo e Franco Battiato, cui si aggiunge la versione comica di Gigi Proietti intitolata “Nun me rompe er ca’”.

Kofi Atta Annan (1938-2018), Ghana, diplomatico. Nato a Kumasi da una famiglia dell’élite cittadina, si laureò in Economia al “Macalester College” di St. Paul (Minnesota, Usa), specializzandosi poi all’Istituto di Alti Studi in Svizzera e al prestigioso MIT di Cambridge (Massachussets), a 24 anni cominciò la carriera diplomatica per l’OMS. Segretario Generale dell’ONU dal ’97 al ’06, fu il primo africano nero eletto a Capo della struttura. La sua opera di rinnovamento e l’impegno che profuse per il disarmo e i diritti umani nel mondo vennero premiati nel ’01 con il Nobel per Pace.

Alberto Angela (1962), Italia, divulgatore scientifico e scrittore. Figlio di Piero, nato a Parigi e diplomato in Francia, si laureò in Italia in Scienze Naturali e si specializzò negli USA. Lo studio dei fossili lo portò a partecipare a importanti spedizioni internazionali, in una delle quali, nella Gola di Olduvai, furono scoperti i resti fossili di un ominide vissuto 1,8 milioni di anni fa. Dopo il debutto TV in Svizzera col programma ‘Albatros’, negli anni ’90 entrò nel team de ‘Il mondo di Quark’, dove si occupò di dinosauri ed archeologia.
Poi si ritagliò uno spazio personale in RAI con “Passaggio a Nord Ovest”, “Ulisse – Il piacere della scoperta” e “Meraviglie” (gennaio ’18, marzo-aprile ’19, gennaio-febbraio ’20). Scrittore prolifico, nel ’14 pubblicò “Viaggio nella Cappella Sistina”, volume in cui offrì una panoramica sullo splendido tesoro artistico dei Musei Vaticani, attraverso 150 tavole illustrate. Alberto Angela parla correntemente 4 lingue (italiano, francese, inglese, swahili) e gli sono stati dedicati un asteroide, “80652 Albertoangela”, e una rarissima specie marina dei mari della Colombia, chiamata “Prunum albertoangelai”.

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