Martedì 17 novembre, 322° giorno
dell’anno, 47^ settimana. Alla fine del 2020 mancano 44 giorni (bisestile)

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'Er coatto', uno dei famosi personaggi tipicamente romani creati e interpretati da Carlo Verdone

FRASE DEL GIORNO – Oggi far ridere è veramente un’impresa, perché non c’è più il senso del ridicolo. (Carlo Verdone) 

SANTI DEL GIORNO – Sant’Elisabetta d’Ungheria (Religiosa, protettrice dei panettieri), Sant’Eugenio di Firenze (Diacono), San Florin (Sacerdote), San Giordano Ansalone (Sacerdote Domenicano, Martire), Sant’Aniano d’Orleans (Vescovo), Sant’Ilda (Badessa), Santi Acisclo e Vittoria (Martiri di Cordova).

EVENTI DEL GIORNO – Nel 1869 inaugurato il canale di Suez. La storia della navigazione cambiò 150 anni fa, con la firma di un italiano dietro il progetto di un’opera ingegneristica tra le più grandiose della storia. Lì dove fallirono Faraoni, Persiani e Napoleone, riuscì il trentino Luigi Negrelli, pioniere dell’ingegneria ferroviaria e civile.
Si tratta di un canale artificiale navigabile situato in Egitto, a ovest della penisola del Sinai, tra Port Said sul Mediterraneo e Suez sul Mar Rosso, che taglia l’Istmo di Suez, permettendo la navigazione diretta dal Mediterraneo all’Oceano Indiano senza circumnavigare l’Africa.  Nazionalizzato dall’Egitto nel ’56, l’anno dopo fu interdetto dall’ONU alla navigazione: riaperto nel ’75, fu ampliato con lavori per 14 miliardi di euro, che lo portarono all’attuale condizione: 24 metri di profondità (pescaggio massimo delle navi 20,12 m.), 205/225 metri di larghezza, per una lunghezza di 193,30 km, suddivisi in 22 km di accesso a nord, corpo del canale di 162,3 km e accesso a sud di 9 km.
Nel canale di Suez (tempo di attraversamento 15 ore) transitano in media 78 navi al giorno (circa 28.000 l’anno), cioè il 7.5% del traffico mercantile mondiale.
Nel 1970 Engelbart brevettò il ‘mouse’. Il ‘topo’ più celebre della storia fu inventato da un ingegnere elettronico americano, Douglas Engelbart, che mise a punto un rudimentale dispositivo di puntamento costituito da un involucro di legno con dentro un meccanismo di dischi metallici, brevettato il 17 novembre ’70. Successivamente migliorato per essere utilizzato, fu messo in commercio dalla Xerox nel ’73 e venne sviluppato nella versione definitiva da Steve Jobs, che ispirò tutte le versioni successive.

NATI DEL GIORNO – Giorgio ‘Giò’ Pomodoro (1930-2002), Italia, scultore e orafo.  Fratello del famoso scultore Arnaldo, si ritagliò con la sua produzione un ruolo di primo piano tra gli ‘astrattisti’ del XX secolo. Nato ad Orciano (PU), apprese l’arte orafa a Pesaro e dal ’55 cominciò ad esporre presso note gallerie di Milano, Venezia e Roma. Espose per 3 volte alla Biennale di Venezia, 1 a Parigi, 1 a New York, e nel ’78 curò le scenografie de “La forza del destino” di Verdi, in cartellone all’Arena di Verona. Nelle sue opere in pietra e bronzo, ispirate alla fruizione sociale dell’arte, il sole è il motivo più ricorrente.
Carlo Verdone (1950), Italia, attore e regista. Degno erede di Sordi nella grande tradizione della commedia all’italiana, con le sue pellicole ha rappresentato, per oltre 30 anni, l’italiano medio con le proprie abitudini e manie. Romano doc, Carlo Gregorio Verdone masticò di cinema fin da piccolo, grazie all’attività del padre Mario, critico cinematografico e docente universitario di Storia del cinema. Laureatosi in Lettere a “La Sapienza”, debuttò in TV a fine anni ’70, acquisendo popolarità grazie a “Non stop”. Fece il botto col primo film, “Un sacco bello”, che nell’80 gli valse il David di Donatello come “attore emergente”. Nelle prove successive, da “Bianco, rosso e Verdone” (’81) e “Troppo forte” (’86) a “Il mio miglior nemico” (’06), passando per “Compagni di scuola” (’88) e “Maledetto il giorno che ti ho incontrato” (’91), si costruì la fama di regista e attore ‘top’ del panorama nazionale, premiato da critica e botteghino. Tifosissimo della Roma e appassionato di rock, fu nel cast de “La grande bellezza” di Sorrentino, che vinse l’Oscar nel ’14.
Sophie Marceau (1966), Francia, attrice. Nata a Parigi come Sophie Danièle Sylvie Maupu, debuttò a 13 anni col nome d’arte e divenne una star: con “Il tempo delle mele” di Claude Pinoteau entrò nel cuore di milioni di adolescenti. Nella fase adulta confermò il suo talento passando da ruoli romantici ad altri drammatici, in film come “Braveheart” (’95), “Anna Karenina” (’97) e “007 – Il mondo non basta” (’99).

 

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