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venerdì, Dicembre 3, 2021

Tempo di riaperture: dal 26 aprile un nuovo inizio

Tornano cosi le zone gialle, con riapertura graduale dal 26 aprile per le attività all’aperto e per tutte le scuole. Ma adesso vediamo in una breve sintesi cosa ha deciso il Governo Draghi.

Nelle zone gialle la vita riprende…   dal 26 aprile scuole e attività di bar, ristoranti ma solamente ed esclusivamente negli spazi esterni e dunque solo all’aperto, e finalmente per gli appassionati di arte e cultura, i musei. A seguire piscine all’aperto, palestre fiere e congressi.

Si è arrivati a questa importante decisione dopo diversi giorni di fibrillazione all’interno dell’esecutivo dove erano e sono ancora schierati i falchi cioè i fautori di una apertura da subito sine die e immediata, e le colombe che invece predicano prudenza ma anche una riapertura non selvaggia ma ragionata. Il Consiglio dei Ministri si è riunito il 16 aprile scorso e ha deciso per una serie di misure di allentamento delle restrizioni previste fino ad oggi e reintroducendo le famose zone gialle con una settimana di anticipo sulla previsione del decreto precedente. Alla fine il Presidente Mario Draghi e il Ministro della Salute, Roberto Speranza, hanno trovato la quadra, una sintesi che ha portato a questo nuovo e non scontato risultato.

Il Presidente Draghi ha chiarito parlando che la strategia di rilancio del nostro Paese si fonda su tre pilastri:

1)una chiara road map delle riaperture

2)misure di sostegno all’economia e alle imprese

3)rilancio della crescita grazie a un poderoso piano di investimenti strategici ormai già individuati.

Questa importante decisione è stata presa come “rischio ragionato”, sulla base della situazione sanitaria leggermente migliorata nell’ultimo periodo che vede il rallentamento della curva dei contagi dunque una discesa degli stessi anche se sulle terapie intensive rimane al momento uno stallo con una fase di picco, raggiunta negli scorsi giorni e da allora una significativa stasi o fase di plateau , ed un’accelerazione della campagna vaccinale, che vede un trend di crescita in deciso miglioramento.

 

1 – Il piano delle riaperture (26 aprile)

 

Ristoranti e bar potranno finalmente vedere la luce, cioè restare aperti se possono servire all’aperto a pranzo e a cena. La riapertura dei locali al chiuso potrà avvenire solo a pranzo ma in un periodo successivo è cioè a partire dal 1° giugno con attente misure di distanziamento con un protocollo molto ferreo e rigido che non dà molte alternative. Musei, teatri, cinema e spettacoli in zona gialla riaprono sempre con accessi limitati stabiliti dal Cts (Comitato tecnico scientifico).

 

Nelle zone gialle e arancioni da questa data possono riaprire le scuole di ogni ordine e grado mentre nelle zone rosse restano aperti asili e scuole fino alla 1 media e nei licei si riconferma l’attività in dad la famosa didattica a distanza per almeno il 50% degli alunni.

 

DAL 15 MAGGIO possono riaprire con altri protocolli modificati rispetto a quelli dello scorso anno, le piscine all’aperto.

 

DAL 1 GIUGNO riaprono anche le palestre. A seguire fiere e congressi, stabilimenti termali e parchi tematici.

 

SPOSTAMENTI TRA REGIONI tornerà ad essere possibile, cioè ci si potrà spostare e sarà di nuovo possibile recarsi in altra regione liberamente però tra quelle che sono in zona gialla.

Sarà sempre impossibile passare da una regione in giallo ad altra in rosso.

Si sta discutendo di  una sorta di lascia-passare,  un passaporto vaccinale per andare in Regioni di diverso colore. Il pass dovrà certificare che la persona si trova in una delle seguenti condizioni: avvenuta vaccinazione o esecuzione di un test Covid-negativo nelle ultime 48 ore, guarigione da Covid negli ultimi 6 mesi.

2 –  Sostegno all’economia

Il Governo ha approvato anche un nuovo scostamento di bilancio da 40 miliardi e il Documento di economia e finanza con cui lancia una scommessa sulla crescita, una previsione di quest’anno con il deficit pubblico che sarà poco meno del 12% in rapporto al PIL e tentare anzi riuscire a ridurlo gradualmente fino a tornare sotto al 3% non prima del 2025. Draghi ha affermato che “Non servirà una manovra correttiva negli anni a venire. Il processo si traduce in un’uscita dal debito per effetto della crescita”. Quindi più crescita e aumento di Pil significano meno debito.

Gli interventi di sostegno seguono due tipi di logica:

1)sostegno alle persone e alle famiglie che hanno subito un calo del reddito e non per loro colpa

2)un aiuto in favore delle imprese in difficoltà per evitare che chiudano per mancanza di liquidità, avendo avuto incassi risicati o marginali per un lungo periodo dell’anno.

Draghi ha anche sottolineato come   l’Agenzia delle Entrate – dal 30 marzo ad oggi – abbia già erogato 3 miliardi di euro di pagamenti relativi al decreto “Sostegni” e ne erogherà ancora nel mese di aprile.

 

Con il prossimo intervento di sostegno si rafforzeranno gli aiuti alle aziende e alle partite Iva colpite dalla crisi, dovuta alla pandemia da Covid 19. Ci saranno nuove misure per coprire i costi fissi, come affitti e bollette, nonché altri interventi per favorire il credito anche delle famiglie ed delle imprese e la liquidità delle imprese e rinvii ed esenzioni delle tasse. Ci saranno anche risorse in più per i giovani e per gli enti territoriali.

 

3 – Investimenti per una crescita futura possibile e duratura

Il nostro Paese ha perso molti punti di Pil nell’ultimo anno e mezzo dovuto alla pandemia che ha rallentato la vita economica fino quasi a fermarla, e creando quasi i presupposti per una tempesta economico finanziaria perfetta. Dunque forte esplosione del debito che sta salendo significativamente con un extra deficit che può diventare zavorra per il paese. Per tornare dunque a crescere il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) sarà la chiave di volta per il rilancio: l’Italia ha a disposizione 191,5 miliardi di euro, di cui 69 a fondo perduto, 122 prestiti, più 30 miliardi del fondo di accompagnamento al PNRR. Con questo fondo saranno finanziate quelle opere strategiche scelte dalla cabina di regia del governo che hanno un orizzonte temporale più ampio dei 6 anni di durata del Recovery Fund, ma che dovranno marciare con la stessa velocità.

Infatti proprio per questo motivo e per dare atto a tale importante capitolo della storia del nostro paese, sono stati nominati i commissari per 57 opere pubbliche, già individuate da tempo ma che aspettavano di essere attuate. Per ognuna di tali opere è stato definito un cronoprogramma, e il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile metterà in atto un monitoraggio trimestrale sulla realizzazione delle stesse in modo tale che non accada come in passato che una opera iniziata non venga mai portata a termine o terminata dopo decenni.

Il Presidente Draghi ha affrontato anche il tema dell’alto debito pubblico italiano, ricordando anche l’importanza del “debito buono”, cioè quello che è in grado di generare crescita e ricchezza duratura e non temporanea.

Draghi ha anche spiegato che, dopo la crisi pandemica, molto difficilmente l’Europa tornerà ad applicare le stesse regole di bilancio precedenti. Tutti i Paesi europei saranno coinvolti a rientrare da questi extra deficit  e devono tornare su un sentiero di crescita sostenuta quella che favorisce sviluppo, ricchezza e per questa ragione si dovrà continuare a destinare risorse pubbliche all’economia, concentrandole però principalmente sugli investimenti una volta terminata l’emergenza sanitaria, e non su altri capitoli di spesa a parte i nodi delle sfide riformatrici che attendono da anni la loro definitiva modifica per tornare a nuova luce quale quella sul fisco, giustizia civile e penale, lavoro.

Michele Minardi

 

Fausta Dal Monte
Giornalista professionista dal 1994, amante dei viaggi. "La mia casa è il mondo"
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