La Commissione Ue ha deciso di sospendere l’import dal Brasile di bovini, equini, pollame, uova, miele e prodotti dell’acquacoltura, dopo aver riscontrato garanzie insufficienti sul rispetto degli standard comunitari, in particolare per quanto riguarda l’impiego di antimicrobici e ormoni della crescita negli allevamenti, pratiche non consentite agli agricoltori europei.
Questo il commento di Cristiano Fini, presidente nazionale CIA: «È una decisione importante che va nella direzione che Cia sostiene da tempo. L’Europa deve garantire parità di regole e condizioni per tutti: solo così gli accordi commerciali possono essere strumenti di crescita e non di crisi per le nostre aziende».

Per CIA, reciprocità significa pretendere dagli operatori dei Paesi terzi gli stessi standard di produzione, sicurezza alimentare e ambientale, tutela dei lavoratori e benessere animale richiesti alle aziende europee. Non è accettabile che agli agricoltori dell’UE vengano imposti obblighi sempre più rigorosi, mentre sul mercato comunitario entrano prodotti ottenuti con regole diverse.
Spiega ancora Fini: «Quanto accaduto col Brasile può fare da apripista. Gli agricoltori europei non chiedono protezionismo, ma parità di condizioni: la reciprocità deve essere il criterio guida in tutti i futuri accordi commerciali. Solo così l’Europa potrà affrontare la sfida della competitività globale senza sacrificare la propria agricoltura, tutelando al tempo stesso consumatori e imprese».
Così la presidente CIA Alessandria-Asti Daniela Ferrando, apicoltrice: «Il miele è un prodotto naturale che non subisce alcuna trasformazione. CIA insiste da tempo sulla necessità di avere gli standard di sicurezza, a tutela del lavoro degli agricoltori e della salute dei consumatori. Gli accordi di reciprocità devono essere la regola a cui tendere sin da ora, per vivere nel mercato sempre più globale».
