Due episodi violenti nel fine settimana, fra le sbarre delle Vallette. Nel pomeriggio di venerdì una rissa tra marocchini, egiziani e peruviani, pare per il controllo di alcune dinamiche interne all’istituto. Durante l’intervento per riportare l’ordine, un agente della Penitenziaria è stato colpito con una spranga per una prognosi di 10 giorni.
Poi, domenica mattina, un altro poliziotto che accompagnava un detenuto straniero all’ora d’aria, è stato violentemente colpito, senza apparente ragione, con una serie di pugni al collo e allo zigomo. Questa volta, per l’agente finito in ospedale, è andata meglio: solo 3 giorni di prognosi.
LE PAROLE – Duro il commento del SAPPE, per voce del segretario regionale Vicente Santilli: “Non possiamo accettare che i poliziotti rischino l’incolumità ogni volta che svolgono ordinarie attività di servizio. L’Amministrazione penitenziaria deve smettere di inseguire l’emergenza e mettere finalmente in campo misure concrete per garantire la sicurezza del personale, ripristinando il rispetto dell’autorità dello Stato all’interno degli istituti”.
Donato Capece, segretario generale del SAPPE, spiega: “La situazione è fuori controllo. È inaccettabile che tutto ciò venga ormai considerato quasi fisiologico. Chi indossa l’uniforme dello Stato non può essere lasciato solo, costretto a pagare il prezzo di un sistema penitenziario sovraffollato, con carenza di personale e regole che non garantiscono un’efficace risposta nei confronti dei detenuti violenti”.

IL COMMENTO – Ma quando glieli danno ‘sti taser ai poliziotti penitenziari? E quando trasferiscono i detenuti stranieri nei loro paesi, com’è nelle norme? I recenti avvenimenti di Ceuta dovrebbero far riflettere, sono segnali forti…
