BOLOGNA (ITALPRESS) – La nutraceutica è una disciplina scientifica che studia i componenti bioattivi degli alimenti e i loro effetti benefici sulla salute, con l’obiettivo di prevenire o supportare la cura di alcune malattie e affiancamento alla terapia medica: il termine nasce dall’unione di nutrizione e farmaceutica e indica sostanze di origine alimentare, isolate o concentrate, che svolgono un’azione fisiologica o biologica dimostrabile sull’organismo. La differenza tra nutraceutica e semplice integrazione alimentare sta nel fondamento scientifico: nella nutraceutica infatti efficacia, sicurezza, dosaggi e meccanismi d’azione sono supportati da evidenze cliniche in un approccio moderno alla salute, orientato alla prevenzione, alla personalizzazione e al benessere a lungo termine.
“L’integratore, come dice la parola stessa, è qualcosa che integra ciò che viene a mancare o è relativamente carente nella nostra dieta: pensiamo ad esempio a una vitamina o un minerale. Il nutraceutico invece è una fonte concentrata di una sostanza naturale, prevalentemente di origine alimentare: può essere un acido grasso polinsaturo tipo Omega 3 o un prodotto di origine vegetale, non necessariamente parte diretta dell’alimentazione, che ci dà qualche vantaggio sulla salute. Il concetto di naturalità è sempre molto vago, relativo al fatto che l’origine prima di questi nutrienti deriva dalla natura: in realtà può essere anche riprodotto chimicamente, come nel caso della melatonina”, ha dichiarato Arrigo Cicero, direttore della scuola di specializzazione in Scienze dell’alimentazione presso l’Università di Bologna e presidente della Società italiana di nutraceutica (Sinut), intervistato da Marco Klinger per Medicina Top, format tv dell’agenzia di stampa Italpress.
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