Visita andrologica agli studenti: risultati preoccupanti

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Come spesso succede, quando si cancella una cosa, si pensa solo parzialmente alle conseguenze. Infatti nel 2005, quando fu abolita la leva obbligatoria, l’esultanza fu generale: niente più soldati di leva, niente più  divisa obbligatoria, esercito di soli professionisti. Sembrava un passo avanti. E invece, ecco che nel giro di qualche anno vengono fuori i problemi.  Eh sì, perchè in ogni caso la visita medica militare faceva da filtro, controllava, istruiva, curava, insegnava, come del resto la ferma stessa. Ora quel controllo non c’è più, e quando a qualche privato viene in mente di finanziare un progetto simile, ecco emergere i problemi: il 68% degli studenti delle scuole superiori alessandrine, sottoposti allo screening andrologico, sono risultati affetti da patologìe. E’ questo il dato più interessante e, al contempo, allarmante emerso a conclusione del progetto di prevenzione e diagnosi precoce P.A.S.S., ossia il Progetto Andrologico di Screening per Studenti delle Scuole Medie Superiori di Alessandria. Complessivamente sono stati coinvolti 542 ragazzi di cui 304 maschi, 163 dei quali, ovvero il 54%, ha deciso di sottoporsi alla visita su base volontaria. Per il 97% di loro era la prima visita del genere. Questi i dati finali: 111 ragazzi con patologia (68%); 134 patologìe riscontrate; 21 ragazzi con doppia patologia (13%); 2 ragazzi con tripla patologia (1%). I casi più frequenti riguardano dìdimi (testicoli) ed epidìdimi (50%) e, tra questi, più della metà (52%) era varicocele, seguiti da anomalìe a carico del pene. Dei risultati sono stati informati i ragazzi e le scuole, che dovranno poi rendere partecipi anche le famiglie.
L’indagine è stata promossa dal Rotary Club di Alessandria, con il contributo della Fondazione CRAL, la collaborazione del Provveditorato agli Studi ed è stato realizzato dal reparto di Urologìa dell’Ospedale di Novi diretto dal dr. Franco Montefiore, vero e proprio ‘deus-ex-machina’ dell’iniziativa. Significativo il  suo commento: “In considerazione dei risultati ottenuti riteniamo sia auspicabile che programmi andrologici di questo tipo debbano diventare una realtà strutturata, in quanto la delicatezza del problema non deve essere demandata solo alla buona volontà dei sanitari o ad iniziative estemporanee”. Questo in considerazione del fatto che tali patologìe risultano frequentemente trascurate e possono avere effetti negativi sulle prospettive di fertilità per i giovani di oggi, che sono i papà di domani.
Eppure l’iniziativa ha trovato anche ostacoli imprevisti: il preside di un istituto cittadino non ha concesso, all’interno dello stesso, il locale adatto alle visite, impedendo di fatto lo screening dei suoi studenti che, come quasi tutti, preferiscono la vista a scuola che l’ambulatorio medico. Non sappiamo chi sia, non è  stato citato, ma possiamo fargli i complimenti per l’ottusità.

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