Un nuovo appuntamento con l’arte alla Manica Lunga del Castello di Casale Monferrato

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Sabato 17 marzo, alla Manica Lunga del Castello di Casale Monferrato alle ore 11.45, sarà eccezionalmente possibile partecipare ad una visita guidata della mostra “Il segreto dell’oscurità”, con il suo curatore Anselmo Villata (che è anche Presidente dell’Istituto Nazionale d’Arte Contemporanea).

Così Villata descrive il lavoro dell’artista: “L’opera di Æno può aprire una finestra sull’interiore: la bellezza è raggiunta con rapidità e immediatezza e raggiunge apici in immagini che a volte possono essere inquietanti, ma allo stesso tempo incantevoli per la loro metafora della vita come equilibrio tra positivo e negativo, tra visibile e invisibile. L’osservazione, come in una sorta di volo, si sposta via via da un campo più ampio ad uno più specifico, con un avvicinamento che si rende avvincente per la scoperta che passo dopo passo arricchisce la percezione, mostrando, dettaglio su dettaglio, un’ opera nell’opera, un complesso di storie in un racconto più ampio che può essere letto più volte con punti di vista diversi che si incontrano e, intrecciandosi, strutturano un’ampiezza compositiva che completa la globalità strutturale. Una calligrafia pittorica, quella di Æno che attraverso un lavoro minuzioso, utilizzando i pennelli come ceselli, realizza forme di un microcosmo che generano il macrocosmo, in un ciclo continuo che stimola a osservare con attenzione l’interazione tra l’uno e l’altro, pur nell’indipendenza dei singoli livelli.

La pittura per Æno è materia da plasmare, strumento funzionale all’espressione del cosmo (micro o macro?) che scaturisce dall’interiorità; il nero non è il vuoto, ma un pieno ancora incompreso che prende consistenza e amplifica le sensazioni che da eteree si manifestano concretamente. L’artista, così, riesce a mediare e a palesare in modo percepibile a tutti un sistema che da misterioso, perché sconosciuto e inspiegabile, diviene segreto, conosciuto da pochi, coloro che sanno ascoltare e comprendere”.

Barbara Rossi

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