Mamme da legare: “Odiate, amate chat!”

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Archiviate le feste, si torna alla delirante quotidianità di mamme taxiste.

Uno crede che in quei 15 giorni in cui il mondo pare fermarsi ci si rilassi perché non c’è la scuola, ma chi lavora continua a svegliare i propri bambini ruggendo il solito ritornello: “E’ tardi!”, o che le giornate siano più tranquille perché le varie attività sono sospese, ma in compenso si hanno simpatici colpi di genio tipo giornata in montagna a -11° o pigiama party di soli bambini maschi.

Niente di tutto questo, il vero relax consiste nel fatto che il telefono è muto e le varie chat sembrano essere sparite.

Le chat dei genitori sono uno strumento potenzialmente utilissimo trasformato nella più grande “rottura di maroni” esistente, sono il limbo della punteggiatura e il Far West della grammatica, la leggenda narra che, ogni volta che ne viene creata una nuova, da qualche parte nel mondo un insegnante di lettere muore.

Nell’era di WhatsApp, una notifica nel cuore della notte, che ti fa immaginare tua madre 70enne riversa al suolo dopo un ictus o tua sorella che vive all’estero bloccata senza soldi nè benzina su una qualche autostrada, si rivela essere una catena di quelle: ecco un cuore, invia sei cuori a sei persone speciali, se mi vuoi davvero bene me ne tornerà indietro almeno uno. No, non ti voglio bene, in questo momento ti vorrei morta e l’unica cosa che ti sto mandando sono degli accidenti.

Qualunque cosa fai, se non hai la conversazione annessa non sei nessuno e così scorrendo sul telefono trovi diversi gruppi: ufficio,  classe 3b asilo (nel mentre tuo figlio si è laureato, ma va be’), classe 4B, Under pallamano, cuffie nuoto, vasca piccola nuoto, ex compagni di classe, ex fidanzati, ex veline, regalo maestre, Quelli che non vogliono fare il regalo alle maestre, Cena di fine anno (2005), Halloween (chat che misteriosamente a luglio riprende vita), Famiglia (cavolo, ma telefoniamoci!), Cuginivicini, Grigliate, Tutti a dieta, Acide (le amiche vere, quelle che ti dedicano il titolo della chat!), compleanni vari (e ogni anno ne creano una nuova!), Scambio figurine, Scambio marito, Amiche col Bimby, Nemiche del Bimby, ecc…

Nelle chat incontri chiunque: la svampita che con le sue dimenticanze insinua il dubbio e crea il panico collettivo (di solito sono io), quella educata che risponde sempre con garbo, anche quando non ha la risposta, quella i cui commenti vorresti fossero oscurati di default (sig. Whatsapp, per favore, crei questa impostazione), quella che non risponde mai nemmeno a morire, ma che quando ha bisogno salta su e senza nemmeno un buongiorno fa la sua richiesta, quella che cerca di innescare la polemica su qualunque cosa, la straniera che si sforza di scrivere in italiano e che per lo più viene ignorata.

La palma della chat più inutile va a quella della scuola materna: mio figlio frequenta l’ultimo anno e io conosco a dir tanto 10 mamme su 30, ho presente solo quelle che portano i bambini alle 8, eppure sono 3 anni che scambio gli auguri di natale con gente che non so nemmeno che faccia abbia e che molto spesso è musulmana e del Natale non può fregargliene di meno!!!!

Le chat delle attività sportive forse sono le più discrete, i messaggi sono per lo più: giorno x, ora y, posto z, ritrovo. E via una serie di risposte: Tizio presente, Sempronio assente ecc.

Alla fine ‘ste chat altro non sono che “contenitori” di persone reali, sono lo specchio del nostro quotidiano e forse è proprio per quello che in qualche modo le ripudiamo: sono portatrici di verità.

Paola Vitale Cesa

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