Ricuciamo la breccia di Porta Pia

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Una soluzione ci sarebbe per questa Italia che non va, tra politici vecchi che si parlano addosso e contro, piazze mobilitate da sbandieratori, conteggio di incarichi al pallottoliere, saggi richiamati come i soldati della riserva e urla di chi dovrebbe essere il nuovo: ricuciamo la breccia di Porta Pia, riconosciamo il potere temporale alla Chiesa e facciamoci governare e guidare da Papa Francesco. Ridiamo al trono di Pietro i territori, allora possedimento dello Stato Pontificio, e amen.

Almeno lo Stato Vaticano non è in crisi economica e soprattutto nell’ultimo periodo ha dimostrato di essere capace di grande rinnovamento e modernizzazione; ha saputo cogliere le esigenze del popolo, adeguandovisi velocemente. I cardinali non più giovanissimi, ma all’avanguardia, hanno scelto un vero pastore, un trascinatore, un saggio che risponde perfettamente alle richieste del popolo e che sa attrarre anche le nuove generazioni e coloro che si erano allontanati dalla Chiesa.

È possibile che fra tutti gli italiani non ci sia uno come Papa Francesco che possa traghettarci al di là di queste sabbie mobili? Caronte alias Bersani, Berlusconi, Grillo sono poco credibili nella parte e allora ben venga un Papa come questo a governarci e guidarci, ne guadagneremo nello spirito e nelle tasche.

Ormai è primavera e agli italiani non va di rimanere congelati come dei merluzzi in attesa, meglio una breccia al contrario, di stampo gesuita-francescano e siamo certi che anche il povero Giuseppe Mazzini e tutti i protagonisti del Risorgimento se ne faranno una ragione per il bene dell’Italia.

 

Fausta Dal Monte

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