Dagli accordi di filiera passa la valorizzazione del grano tenero del territorio alessandrino

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Dai biscotti al pane: sono diversi i prodotti in cui a farla da padrone è il grano tenero Made in Piemonte.
D’altronde la produzione piemontese conta numeri importanti: una superficie di oltre 84 mila ettari ed una produzione che supera i 5 milioni di quintali nel 2017. Tra le province spiccano sicuramente Alessandria con oltre 34 mila ettari di superficie e più di 2 milioni di quintali di produzione, Torino con 19.500 ettari e più di 1 milione di quintali e Cuneo con 17 mila ettari e 934 mila quintali.
Dall’area alessandrina proviene il frumento più idoneo alla preparazione di biscotti e dal torinese e cuneese, invece, i grani panificabili. Vengono, inoltre, coltivati anche l’orzo ed il mais soprattutto per uso zootecnico.
Coldiretti, a livello piemontese, ha attivato negli anni diversi accordi di filiera con importanti industrie agroalimentari piemontesi come la Saiwa, ma anche extra regione come Barilla e con diversi mulini per la produzione di farina, oltre a collaborazioni con i Consorzi Agrari.
“Se pensiamo che ai nostri imprenditori 5 kg di grano tenero vengono pagati come un caffè, è proprio dagli accordi di filiera che passa la valorizzazione del prodotto – sostiene Roberto Paravidino Presidente di Coldiretti Alessandria – ecco perché continuiamo a lavorare in questa direzione. Inoltre, continuiamo la nostra battaglia per ottenere l’etichettatura d’origine obbligatoria anche per il grano tenero, mentre per la pasta il provvedimento entrerà in vigore da febbraio 2018. Sarebbe un ulteriore punto a favore delle produzioni locali e Made in Piemonte”.
“Rilanciamo l’invito a tutte le industrie piemontesi, convinti che il poter scrivere la provenienza territoriale del grano sia verso i consumatori più accreditante che riportare, nelle costose pubblicità, signori e nonni di fantasia, come purtroppo tristemente accade”, ha concluso il Direttore Coldiretti Alessandria Leandro Grazioli.

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