Consiglio Comunale: il futuro delle partecipate in una seduta molto tesa

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Dopo una mattinata movimentata, aperta dal sit-in dei dipendenti dell’Aspal di fronte all’ingresso del Comune, e il superamento di alcuni problemi tecnici, alle 10 è iniziato il Consiglio Comunale.

 

Paolo Berta (Insieme per Rossa) ha voluto prendere per primo la parola con uno sfogo rivolto alla minoranza, accusata di essersi dedicata al “teatrino della politica” con l’uscita dalla sala consiliare durante la seduta di ieri, finalizzata a far mancare il numero legale.

In seguito, è stata presentata la prima interpellanza del giorno, a opera di Roberto Sarti (Lega Nord), sul tema della sicurezza urbana in Pista ed Europista. L’esponente leghista ha sottolineato l’aumento di episodi di violenza in queste zone, in particolare coinvolgenti come vittime anziani.  L’assessore all’Aggregazione Sociale e Protezione Civile, Gianni Ivaldi, pur non affermando che ci si trovi in uno stato d’allarme crescente, ha dichiarato di essere al lavoro su un documento con le linee guide sulla sicurezza urbana, che sarà oggetto di confronto con la cittadinanza. Sarà attuata un’analisi del territorio e un monitoraggio dell’efficienza delle misure intraprese in quest’ambito. “C’è la volontà di introdurre i vigili di quartiere, di stimolare maggiormente l’utilizzo degli spazi pubblici e di offrire una formazione più qualificata per i vigili urbani, come previsto da un protocollo d’intesa con la Regione”, ha detto l’assessore. Sarti si è augurato che tale progetto vada in porto ma ha contestato la tesi che si tratti di “paura percepita”, “basta parlarne con la gente”.

 

La normale dialettica del Consiglio Comunale è stata bruscamente interrotta dall’arrivo dei dipendenti Aspal, i quali, una volta negato loro l’accesso alla sala consiliare dalla polizia municipale, si sono recati alla balconata e hanno lanciato in aria i piani industriali delle aziende partecipate, in un clima di crescente tensione (come potete vedere qui). Alla fine della pagina potrete consultare le pagine dei suddetti piani industriali.

Ciro Fiorentino (FDS) ha subito colto la palla al balzo per interrompere la seduta e lanciare l’idea di un incontro tra i capigruppo e una delegazione dei lavoratori per affrontare la questione che ha aperto la giornata politica alessandrina. La proposta ha trovato il consenso di tutti i gruppi, con un accenno polemico da parte della minoranza poiché nella giornata di ieri era già stato richiesto al sindaco Rita Rossa un chiarimento su questo argomento, ottenendo però risposta negativa.

 

L’incontro tra le RSA dell’azienda, la delegazione di lavoratori e i capigruppo del Consiglio Comunale è stato a porte chiuse. Il confronto è stato piuttosto intenso ma con maggiore pacatezza nei toni rispetto a quanto è avvenuto in sala consiliare, se non in un paio di occasioni. Una volta concluso, Gianluca Di Blasi (CGIL) ha voluto raccontare ai cronisti quanto è stato detto in tal consesso ed esporre le richieste dei sindacati confederali (che promettono altre forme di protesta nei prossimi giorni):

“Già martedì abbiamo svolto una riunione simile con i capigruppo, nella quale abbiamo cheisto un’interlocuzione con i parlamentari nazionali, al fine di ottenere soldi, tempo e modifiche normative. Nel frattempo, l’assessore Ferraris parlava alla stampa di esuberi. Questo ha portato a una divaricazione nel percorso comune intrapreso e all’esplodere delle proteste”.

“Su Aspal sono stati fatti errori, dettati da incapacità nelle relazioni industriali e sindacali. Si parla di piano industriale (cioè, un’ipotesi di rilancio dell’azienda da una situazione di crisi), in realtà qui s’intende solo la chiusura (68 subito a casa, 8 mandati al Csi Piemonte, ente già in grande difficoltà). Si parla di ammortizzatori sociali, ma per averli in mano bisogna rivolgersi alla Regione Piemonte, la quale fino a ieri stava trattando per le coperture delle richieste prevenute dal 19/2/2013. Ciò significa che, anche con le integrazioni alle risorse derivanti dal provvedimento nazionale del governo Letta di 1 miliardo (ridotte a 715 milioni), si potranno soddisfare le domande sono fino a questi giorni”.

“Aspal è un soggetto privato in cui convivono lavoratori con contratto privato del commercio e lavoratori con contratto pubblico regioni-enti locali (lo stesso dei comunali). L’assessore regionale al Lavoro ci ha detto che, in base alla casistica, forse ai pubblici non spetteranno gli ammortizzatori sociali, disponibili invece per i privati. La chiusura dei servizi poi comporta la riduzione della durata degli ammortizzatori da 30 a 12 mesi”.

“Mercoledì incontreremo il ministro della Pubblica Amministrazione, Giampiero D’Alia, e denunceremo errori e incompetenze della tecnostruttura e dell’apparato politico. Al tavolo di Roma i confederali vorranno partecipare, visto che si parla di ammortizzatori ad hoc, probabilmente inesistenti”.

“Ai lavoratori bisogna dare delle prospettive: non accettiamo che il ricorso agli ammortizzatori sia l’anticamera al licenziamento”.

“Anche le altre partecipate hanno dei problemi. Nei bilanci di molte di esse sono stati iscritti a bilancio i debiti che vantano con il Comune al 100%. L’Organismo Straordinario di Liquidazione, una volta completato il suo lavoro, presumibilmente opterà per la loro svalutazione al 40-60%, così che quei bilanci non staranno in piedi. Se non ci saranno risorse a supporto, le aziende sono destinate a chiudere”.

“Per quanto riguarda il Comune, segnaliamo il taglio di fondi per il personale a partire dal 2014. Bisognerà capire se ci saranno misure compensative, magari scopriremo che c’è qualche decina di migliaia di euro in più di quanto non si dica nelle casse comunali”.

“Manca la trasparenza: alcuni consiglieri e capigruppo hanno ammesso di non essere venuti a conoscenza di tutte queste cose e hanno promesso che ne chiederanno conto”.

“La nostra richiesta? Tornare al punto cui eravamo arrivati. Interrompere queste iniziative prodromiche ai licenziamenti. Ricordiamo poi ai nuovi componenti della giunta che un caposaldo delle relazioni industriali prevede che il cinismo non si usi quando si deve dire alla gente che si troverà senza lavoro”.

“Tutto questo avrà ricadute sull’economia cittadina, chiuderanno molti esercizi commerciali. Stiamo parlando di persone che con l’indennità di disoccupazione, sulla cui esistenza peraltro non ci sono sicurezze, prenderebbero 700 euro al mese”.

 

Il Consiglio è ripreso alle 11.30 con l’interpellanza di Fiorentino riguardante un’eventuale dissociazione del Comune di Alessandria dalla sponsorizzazione da parte di Solvay Solexis dell’edizione 2013 della StrAlessandria. L’esponente della Federazione della Sinistra non ha accolto benevolmente tale scelta, affermando che “è come se a Casale si fosse corsa una manifestazione con l’endorsement dell’Eternit”. L’assessore all’Ambiente, Claudio Lombardi, non ha avuto alcun problema ad ammettere che si è trattato di “una grave leggerezza”, considerata anche la costituzione come parte civile del Comune nel processo al polo chimico di Spinetta Marengo. Fiorentino ha replicato che sarà soddisfatto quando non vi saranno più sponsorizzazioni di questo tipo.

Sono seguite un’interpellanza, una mozione e un’ODG, tutti per mano di Giovanni Barosini (UDC).

Nel primo caso, si è posto all’attenzione dell’assessore Ivaldi il tema della microcriminalità al Cristo, al quale l’assessore stesso ha risposto condividendo alcune considerazioni del proponente e ampliando quanto già accennato nella prima parte del Consiglio Comunale. E’ considerata cruciale la preparazione del nuovo piano di sicurezza urbana, che sarà oggetto di confronto con le associazioni di categoria e che Barosini si augura che sia “concreto”.

La mozione invece ha riguardato l’istituzione di un servizio di comunicazioni via SMS per informare la cittadinanza sulle ultime novità o emergenze, strumento assolutamente gratuito per i destinatari. L’assessore Ivaldi ha invitato l’esponente UDC a ritirarla (cosa avvenuta) perché ha dichiarato che l’amministrazione si sta già muovendo in questo senso, soprattutto nell’ambito di un progetto che coinvolge gli abitanti di zone a rischio esondazione.

Infine, l’ODG aveva come oggetto la modifica della disciplina dell’apertura delle attività commerciali. All’invito di Barosini di cercare un contatto con l’ANCI e i parlamentari nazionali affinché sia abrogata questa norma (introdotta dal decreto Salva Italia, che, di fatto, ha esonerato da qualsiasi responsabilità sul tema gli enti locali), l’assessore allo Sviluppo Economico, Marica Barrera, ha risposto condividendo tale iniziativa e proponendo un passaggio in Commissione Sviluppo del Territorio per approfondire maggiormente la questione e accentrare il dibattito sulla situazione locale (iniziativa in seguito accolta dallo stesso proponente).

La mozione di Di Filippo sull’istituzione del testamento biologico e quella di Barosini sul ripristino del parcheggio gratuito dalle 12.30 alle 14.30 nelle zone blu vengono entrambe cassate, la prima per ragioni di burocrazia, la seconda per la proclamazione del mancato numero legale, elemento che porta alla chiusura di un più che burrascoso Consiglio Comunale.

 

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