Malattie veneree in escalation

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Scarsa la prevenzione e l’adesione alla campagna di vaccinazione contro il Papilloma Virus. Ritorna sul territorio anche la sifilide

Intervista alla dottoressa Alessandra Bellisomi, specialista in dermatologia e malattie a trasmissione sessuale: “L’uso del preservativo dovrebbe essere l’espressione del galateo, del bon ton nei rapporti interpersonali”

Maggior spregiudicatezza e minore consapevolezza, questo il messaggio della dottoressa Alessandra Bellisomi, specialista in dermatologia e malattie veneree. I dati parlano chiaro: le malattie veneree e a trasmissione sessuale non sono un ricordo del passato, bensì stanno aumentando, soprattutto tra i giovani.
“Il papilloma virus – dice la dottoressa – che è carcinogeno e contro il quale esiste un vaccino, registra ogni anno negli Stati Uniti 6,2 milioni di nuovi casi, e il trend italiano ed alessandrino è in linea con i dati mondiali”.

DottE la prevenzione?
La campagna di vaccinazione, lanciata dalla Regione Piemonte e rivolta alle adolescenti, non è stata un successo, le adesioni sono state inferiori rispetto alle altre regioni forse perché il messaggio era rivolto a una fascia di età che io definisco “terra di nessuno”: le dodicenni sono nella fase di transito tra il medico pediatra e il medico generico di base. Il 60% di adesione è un dato deludente.

Perché è importante vaccinarsi contro il papilloma virus?
È un virus cancerogenetico: in parole povere, non è detto che sfoci e degeneri in tumore del collo dell’utero ma è stato dimostrato che tutte le donne affette da questa patologia oncologica grave hanno avuto o hanno anche il papilloma virus. Nella pratica clinica, il picco dell’incidenza si registra nella popolazione tra i 15 e i 24 anni quando le mucose genitali sono più esposte e il sistema immunitario non completamente attivo; inoltre, se nel maschio l’evidenza esterna della sintomatologia porta a una diagnosi precoce, nella femmina, colpita negli organi interni, la diagnosi diventa più difficile.

Le tradizionali e storiche malattie veneree sono debellate definitivamente?
Assolutamente no, anzi: nel nostro territorio assistiamo a una recrudescenza della sifilide, attraverso anche i flussi immigratori che hanno caratterizzato negli ultimi anni il Basso Piemonte. L’Aids, poi, è una questione aperta. Il bombardamento mediatico degli anni ’80 e ’90 si è quietato ma, quasi a voler esorcizzare la paura, la reazione è stata quella di un calo drastico della prevenzione. È come se si fosse stufi di aver paura e la fobia si è trasformata in incoscienza. È bene ricordare che anche l’epatite C si trasmette sessualmente, così come la clamidia, sottovalutata, perché a volte asintomatica o confusa come semplice vaginite ma pericolosa perché, se non curata, può portare alla stenosi tubarica e conseguente infertilità.

I giovani che vengono da Lei sono in imbarazzo?
Non sono in imbarazzo con me ma con i genitori; la malattia a trasmissione sessuale è ancora un tabù nelle famiglie alessandrine e, inoltre, si ha la tendenza a colpevolizzare il partner. La mancanza di informazione ha un ruolo importante e, ancor di più, l’errata informazione, quella che io chiamo la leggenda metropolitana, alimentata da internet.

Parliamone…
Internet denota l’abdicazione al pensiero magico: se digito “papilloma virus” troverò centinaia di pagine di consigli della nonna, forum, articoli di riviste femminili, rimedi naturali pseudo magici, ma difficilmente troverò informazione scientifica degna di tale nome. È anche colpa delle società scientifiche e dei medici, che hanno la brutta abitudine di parlarsi fra loro e la tendenza ad essere autoreferenziali. La gente preferisce affidarsi al pensiero magico perché più comodo, facile e alla portata di tutti; fin quando questo metodo di approccio riguarda sfere della vita ordinaria non nuoce più di tanto ma, trattandosi di salute, le conseguenze possono essere anche gravi.

Cosa bisogna, dunque, fare?
Prevenzione, prevenzione, prevenzione. L’uso del preservativo dovrebbe essere l’espressione del galateo, del bon ton nei rapporti interpersonali.

 

Fausta Dal Monte

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