La mappa dei cantieri in stallo, finiti e in ritardo

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Vedere lavori in corso in questa città, di certo, non è una cosa che stupisce: da semplici opere di rifacimento dell’asfalto, a vere e proprie costruzioni; da miglioramenti stradali a demolizioni. Data la quantità, la durata e l’incessante presenza di alcuni cantieri, sorge spontaneo domandarsi se essi stiano rispettando i tempi previsti o, molto più facilmente, chiedersi quando, finalmente, inizieranno e termineranno alcuni lavori necessari, che continuano ad essere posticipati. Sono i casi di quelli che possono essere definiti “cantieri eterni” e “cantieri in stallo”.
Il ponte Meier: l’interminabile, ponte Meier.
I lavori di questa imponente opera di costruzione, iniziati il 29 novembre 2012, hanno una durata dichiarata di “730 giorni naturali e consecutivi” (Foto 4). Con un ritardo consistente, numerose sono le zone limitrofe coinvolte nei lavori. Basti pensare e piazza Gobetti e Corso Monferrato (Foto 5), che continuano ad apparire cantieri aperti.
Teatro comunale: spazio culturale quasi dimenticato. Chiuso il 2 ottobre del 2010, il teatro sembra ancora lontano dalla riapertura. In teoria, l’obiettivo dei lavori, che l’hanno visto e lo vedono coinvolto, è quello di migliorare le strutture per regalare al teatro un nuovo inizio. In pratica, la tanto attesa apertura dell’edificio continua ad essere rimandata dal 2012. Benché nel settembre del 2014 si parlasse di ultimare i lavori nella primavera di quest’anno, l’apertura del teatro è stata ulteriormente posticipata.
Questo è il clima dei lavori di Alessandria: quando si è fortunati, si ha un inizio, ma, per una fine, bisogna attendere e attendere. È il caso dei cantieri in stallo, come il cavalcavia o Piazza Santa Maria di Castello.
Cavalcavia: tra pericoli e timori. In seguito a due gravi incidenti che hanno visto coinvolto il cavalcavia, già nel 2011 si è iniziato a “parlare” di quanto la sua struttura stradale fosse (e sia tutt’ora) pericolosa. Da lì, il via ad una lunga battaglia per la sua messa in sicurezza, con nuove soluzioni per i ciclisti ed un progetto del 2014, che aveva previsto un intervento di 120/150000 €. Giunti all’estate del 2015, però, i lavori non sono ancora iniziati (Foto 1).

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Foto 1:
Il cavalcavia risulta maggiormente pericoloso a causa del parapetto danneggiato, dove, per tutelare il passaggio, è stata posizionata una serie di blocchi in calcestruzzo. I lavori, resi più complessi a causa della presenza di amianto e tubature, non “dovrebbero” farsi attendere molto.

Piazza Santa Maria di Castello: il progetto ed il degrado. È da prima del 2012 che si prospetta di migliorare l’aspetto della piazza, con un progetto di restyling e studi di fattibilità. A gennaio di quest’anno, finalmente, si è ottenuta l’approvazione e, sempre “finalmente”, l’inizio dei lavori è stato programmato per l’estate del 2015. Invece, siamo già in estate e i lavori non sono iniziati; anche in questo caso, sono stati posticipati “per ragioni pratiche” (Foto 6).

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Foto 6:
Piazza Santa Maria di Castello appare in una grave situazione di degrado. La durata dell’intervento, approvato nel 2012 ed il cui inizio è stato rimandato dalla primavera di quest’anno al prossimo autunno, è di un anno circa.

Così è come appare Alessandria: tra cantieri eterni e cantieri in stallo.

Giada Guzzon

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Provincia al lavoro per migliorare infrastrutture, edilizia popolare pubblica e privata e le arterie per la viabilità. Ogni città del territorio ha il suo cruccio e in alcuni casi i tempi di attesa sono veramente lunghi e protratti a lungo nel tempo. I cantieri fermi sono il risultato dei problemi economici della pubblica amministrazione italiana e – in alcuni casi – creano disagi alla popolazione e non solo. Il diktat specifico per capire quando un lavoro non è in linea con i parametri iniziali lo si capisce soprattutto dai cartelloni e dalle insegne collocati dalle imprese appaltatrici a pochi metri dagli scavi.
In provincia i dati sono più o meno in linea con la media nazionale e, in alcuni casi, superano la data prevista di fine lavori. Nella migliore delle ipotesi i tempi di scadenza sono rispettati o ritardati di pochi mesi. I ritardi sono comunque contemplati e spesso clamorosi.

Viabilità
È questa la frontiera più attiva su cui sta lavorando la Provincia. I punti caldi riguardano soprattutto la zona a sud-est dell’alessandrino (Tortona-Arquata e Serravalle Scrivia) e la parte di collegamento tra Acqui Terme, Novi Ligure e il confine con la Liguria. La Tav – con tutti i suoi pro e i suoi contro esposti a più riprese dalle parti favorevoli e contrarie – è solo una delle grandi opere su cui si lavora da tempo con i tempi di scadenza dei singoli cantieri in continuo aggiornamento. La viabilità su gomma è invece meno propagandata rispetto alle ruote ferrate, ma il collegamento tra il tortonese e il resto del Nord Italia è in costante evoluzione. Stessa situazione, prevista già da diverso tempo ma mai affrontata con il giusto piglio, anche a Predosa, vera e propria costola a sud di Alessandria e a due passi da Novi Ligure. Quest’ultima ha un parco commerciale ormai consolidato (l’Outlet è in continua espansione grazie ai capitali privati) mentre a livello industriale sono sempre di più le fabbriche che decidono di investire sulle piccole città dell’hinterland. Predosa è uno degli esempi lampanti e non è un caso vedere ruspe e cantonieri al lavoro per costruire delle vere e proprie arterie viabili. Le proteste dei residenti (ormai in calo rispetto al passato) per il transito dei mezzi pesanti nel centro storico cittadino (davvero stretto e complicato per il passaggio di tir e mezzi agricoli) potrebbe essere risolto con i lavori iniziati nel 2012 (scadenza dopo 900 giorni circa, si concluderanno con un breve ritardo probabilmente) che prevede la costruzione di due cavalcaferrovia sopra la linea Ovada-Alessandria, ormai in disuso per i treni riservati ai passeggeri ma non ai merci. Una soluzione simile è già stata adottata con il collegamento tra Castellazzo Bormida e Acqui Terme.

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Foto 2:
Lavori in corso presso Predosa sulla linea ferroviaria Alessandria-Ovada iniziati nel 2012 la cui durata doveva essere di 990 giorni

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Foto 4:
Cartello dei lavori per la costruzione del ponte Meier. Posizionato in entrambi i lati, riporta i dati ufficiali per la realizzazione dell’imponente opera. Data di consegna dei lavori: 29/11/2012. Durata dei lavori: 730 giorni naturali e consecutivi.

 

Edilizia
La crisi ormai cronica del mercato immobiliare non è certo causata dalla diminuzione dell’edilizia popolare nelle città del territorio. Acqui Terme, Alessandria, Novi Ligure, Ovada e Tortona (in rigoroso ordine alfabetico) hanno diversi cantieri aperti da questo punto di vista e la realizzazione di nuovi caseggiati e appartamenti in tempi relativamente rapidi è un dato di fatto. Gli unici rallentamenti sono segnalati a Ovada, il più piccolo dei cinque centri, che sta terminando in questi mesi il progetto de “Le Aie” nel centro storico cittadino dopo anni di gru e cantonieri al lavoro. A Novi Ligure si è invece registrato un flusso espansionistico della città: via Ovada e la strada per Serravalle Scrivia sono le zone più inflazionate per la creazione di nuovi centri abitativi.

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Foto 3:
Recupero comparto “Le Aie” la cui autorizzazione ai lavori risale al 2008.

Le nuove arterie viabili in costruzione – rispetto a 5 anni fa il collegamento con Alessandria è migliorato a vista d’occhio – hanno favorito questo tipo di investimenti, a differenza delle altre tre località che al momento restano ferme al palo. In cantiere ci sono comunque diversi progetti, alcuni già presentati in Regione per il co-finanziamento, ma al momento la precedenza viene data a investimenti privati (supermercati, cliniche) che hanno tempi di realizzazione e costruzione decisamente più rapidi della burocrazia a cui è soggetta la pubblica amministrazione.

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Foto 5:
La costruzione del ponte Meier ha portato alla realizzazione di opere di miglioramento urbano, volte ad abbellire le zone ad esse limitrofe. È il caso, per esempio, di Via Dossena, Piazza Gobetti e Corso Monferrato.

 

Luca Piana

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